ICI: operazione 2004
Dal 1° giugno per tutti i contribuenti c’è l’appuntamento con l’imposta comunale sugli immobili. Da questa data e per tutto il mese sarà possibile versare l’acconto dell’Ici, che è pari al 50% del totale, ma volendo si può anche scegliere di saldare su un’unica soluzione, procedendo al versamento dell’intera imposta dovuta.
Tra le novità di quest’anno non ci sono buone notizie per i contribuenti: un capoluogo di provincia su cinque ha ritoccato verso l’alto le aliquote. Una scelta che per i Comuni rappresenta un po’ l’ultima spiaggia dal momento che per risanare i bilanci non possono più aumentare l’addizionale Irpef. Occorre però ricordare che altri cinque capoluoghi di provincia hanno ridotto l’aliquota relativa all’abitazione principale, mentre nelle altre città nulla è cambiato rispetto all’anno scorso, se non aspetti marginali relativi alle detrazioni o a particolari categorie di immobili.
Il dato emerge da una indagine condotta dall’Adnkronos su 90 comuni capoluogo sulla base di dati raccolti dal Consorzio Anci-Cnc per la fiscalità locale.
Anche se il 20% dei comuni ha spinto sulla leva dell’Ici, va comunque rilevato che i margini di intervento sono abbastanza ridotti in quanto l’aliquota ordinaria si collocava già ai livelli massimi consentiti. E i comuni, in generale, hanno ritoccato soprattutto l’aliquota ordinaria, vale a dire quella relativa agli uffici pubblici e alle seconde case. La spiegazione di questa scelta è tutta politica: nel 2004 in molte città ci saranno le elezioni amministrative e pertanto ha prevalso una logica prudente. Infine, resta sostanzialmente confermato anche l’importo della detrazione per l’abitazione principale.
In particolare, dall’indagine emerge che le città capoluogo di regione che hanno ritoccato verso l’alto l’aliquota principale sono state L’Aquila, che è passata dal 6 al 7 per mille, e Torino, passata dal 6,5 al 7 per mille. Trieste, che aveva invece l’aliquota ordinaria già al 7 per mille, ha ritoccato quella per la casa di abitazione portandola dal 4,5 al 5 per mille.
Tutti gli altri capoluoghi di regione hanno mantenuto invariata l’aliquota sia per la prima casa (ordinaria) che per le altre.
Se si analizzano i capoluoghi di provincia, emerge che Isernia e Vicenza hanno ritoccato al rialzo l’aliquota ordinaria che è arrivata così al massimo consentito, il 7%. Mentre tra le città in cui si registra l’aliquota ordinaria più bassa (5,5%) compaiono Lecce, Lucca, Pordenone e Viterbo.
Per quanto riguarda l’aliquota sull’abitazione principale emerge che Rieti, Mantova, Pavia, Imperia, Alessandria e Ravenna hanno praticato una riduzione, mentre Pisa è la città in cui si è verificato l’aumento maggiore: dal 4,5% al 6%.
Anche se Imperia e Lecce vantano l’aliquota sull’abitazione principale più bassa (il 3,5%), sono molti i capoluoghi in cui si registra una percentuale al 4%. Tra questi Bolzano, Nuoro, Pordenone, Ragusa, Siena, Treviso, Varese e Vicenza.
Tutte le altre città capoluogo di provincia hanno lasciato per quest’anno le stesse aliquote dell’anno scorso.
Nella tabella sono elencate le aliquote Ici ordinarie e prima casa 2004 per le città capoluogo di regione e le detrazioni per l’abitazione principale. Fra parentesi compaiono le aliquote 2003.
Capoluogo Aliquota Aliquota Detrazione
di regione ordinaria abitaz. principale abitaz. principale
Ancona 7% 4% 103,29 €
Aosta 4% 4% 104,00 €
L'Aquila 7% (6%) 5,5% 103,29 €
Bari 6% 4,5% 103,29 €
Bologna 6,4% 5,7% 118,79 €
Cagliari 5% 4,3% 103,29 €
Campobasso 6,7% 4,2% 103,29 €
Catanzaro 7% 5,5% 103,29 €
Firenze 7% 5,6% 103,29 €
Genova 6,2% 5,8% 155,00 €
Milano 5% 5% 104,00 €
Napoli 7% 5,5% 154,94 €
Palermo 6,6% 5% 103,29 €
Perugia 7% 5% 103,29 €
Potenza 7% 5,5% 103,29 €
Roma 6,9% 4,9% 103,29 €
Trento 6% 4% 258,00 €
Torino 7% (6,5%) 5,25% 120,00 €
Trieste 7% 5% (4,5%) 103,29 €
Venezia 7% 4% 121,37 €
