Riparazione elettrodomestici: attenzione alle tariffe estive!
E’ di qualche giorno fa la notizia di un pensionato di 80 anni di Cremona che si è rivolto ad una ditta di pronto intervento perché era rimasto senza corrente elettrica e, per la sostituzione di un salvavita (il cui costo non supera i 70 euro), si è trovato a dover pagare una fattura di 1200 euro.Brutte sorprese come questa sono più frequenti specialmente nei periodi di chiusura della maggior parte degli esercizi artigianali, quando riparare un elettrodomestico può costare molto caro, ricorda il segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni.
"Iniziamo con la prima voce – spiega Mastrantoni - che è il diritto di chiamata, una voce incomprensibile che subito ci sfila dalle tasche 30 euro. Che l'artigiano debba venire a casa per fare la riparazione è ovvio, come è ovvio che il bibliotecario debba ricorrere all'uso della scala per prendere i volumi posti nella parte alta della libreria".
Al diritto di chiamata si aggiungono poi il costo della manodopera (30 euro l'ora) e quello per l'eventuale ritiro e la riconsegna dell'elettrodomestico (altri 30 euro). Infine, fa notare ancora il segretario dell'Aduc "una aggiunta di 15 euro per l'eventuale smontaggio dell'elettrodomestico da incasso", un’altra voce di spesa che porta il totale a 105 euro, ai quali quasi sempre vanno aggiunte le spese per il pezzo di ricambio, che può portare la fattura a circa 130 euro.
Per evitare problemi relativi a fatture esorbitanti e ingiustificate, ecco i consigli dell'Aduc:
- quando si telefona all'artigiano, chiedere tutte le varie voci di spesa, onde evitare spiacevoli sorprese, e farsi rilasciare preventivo e ricevuta;
- acquistare un piccolo manuale di pronto intervento casalingo;
- in caso di contestazione del prezzo ricorrere alle Commissioni di conciliazione delle Camere di Commercio o al Giudice di Pace.
