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La casa del terzo millennio? Piccola ma di qualità

Sempre più flessibile, permeabile tra interno e esterno ma più piccola, composta di tre stanze rispetto alle 4 medie per famiglia degli anni Novanta, al cui interno si sta oggi un po' più soli.
È questa la casa del terzo millennio, secondo quanto emerge da una ricerca Ance-Makno presentata nel corso del sesto convegno dei giovani imprenditori edili dell'Ance. Una casa che esprime una forte esigenza di qualità, riflette la mutazione dei nuclei familiari e degli stili di vita e su cui pesa fortemente l'emergenza affitti e lo scarsissimo grado di mobilità lavorativa e sul territorio, caratteristica che ci differenzia dagli altri paesi europei.

La ricerca evidenzia la crescita del desiderio di privacy all'interno dell'abitazioni, la voglia di uno spazio ‘’tutto per sè’’: così la televisione, da grande elettrodomestico-totem intorno al quale si riuniva tutta la famiglia, viene sempre più guardata autonomamente, magari nella propria stanza. Anche il rituale pranzo di mezzogiorno che scandiva la quotidianità della famiglia-tipo è solo un ricordo del passato: sotto una maggiore pressione dei tempi lavorativi, i pasti vengono consumati sempre più in fretta e sempre più spesso da soli.

La casa diventa però anche più piccola: dagli oltre 93 metri quadrati del 1990 si passa a poco più di 80 mq medi dieci anni dopo, e perde così una stanza, passando dalle 4 o 5 alle 3 attuali, sempre nell'arco di dieci anni. A ciò non è estraneo il fenomeno dei single, che ormai costituiscono un quarto della popolazione italiana.

Sempre più importanza assume l'equilibrio tra ambienti interni ed esterni. L'esterno, fatto di giardini, terrazze, balconi diventa una sorta di prolungamento senza barriere dei locali interni. Una mutazione che si riflette anche negli spazi interni: la cucina, non più luogo da nascondere, diventa uno spazio di socialità, relax collettivo, scambio, mentre il bagno, sempre più grande e caratterizzato da nuove linee e materiali, diventa un luogo a forte connotazione individualista, mirato a benessere e relax. Costante la domanda di qualità, intesa come ricerca e sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, utilizzo di materiali eco-compatibili, basso consumo di energia, elevato confort abitativo.

Questa nuova voglia di qualità e benessere si riflette anche nella scelta del contesto in cui è inserita l'abitazione. Luoghi che tradizionalmente rappresentavano uno status, come ad esempio le zone centrali della città, stanno perdendo vivibilità e quindi interesse, che invece torna a caratterizzare il quartiere, che diventa luogo in cui ci si muove a proprio agio, si attivano processi di socializzazione, ci si relaziona.
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