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Sfratti: le mosse del governo

Centodieci milioni di euro in buoni casa agli sfrattati, 23,5 milioni destinati ad agevolazioni fiscali ai proprietari, differimento al 31 ottobre della sospensione delle procedure relative agli sfratti, istituzione di uno 'sportello emergenza sfratti' presso gli Iacp. Questi gli elementi portanti del decreto legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, emanato dal Governo per far fronte all'emergenza abitativa delle circa 26mila famiglie che non possono più beneficiare della proroga degli sfratti.
Una recente sentenza della Corte Costituzionale, la n. 155, aveva infatti dichiarato l'illegittimità costituzionale di un'eventuale ulteriore proroga degli sfratti.

Il decreto legge, ricorda il viceministro alle Infrastrutture Ugo Martinat, "prevede 5 diverse tipologie contrattuali particolarmente favorevoli sia per lo sfrattato sia per il proprietario dell'alloggio e un differimento della sospensione degli sfratti al 31 ottobre 2004." Abbiamo concesso questo termine -spiega - per dare la possibilità agli attuali sfrattati di poter sottoscrivere, in questo lasso di tempo, le tipologie contrattuali previste dal decreto.

Il beneficio contrattuale per l'inquilino disagiato consiste in un 'buono casa' - che viene corrisposto dal Ministero, attraverso gli Iacp, direttamente al proprietario in unica soluzione - che va da un minimo di 3.000 ad un massimo di 5.000 euro (in funzione della dimensione demografica del Comune). Questo contributo andrebbe ad integrare il canone che lo sfrattato è già in grado di corrispondere.
Per il proprietario, le tipologie prevedono sia procedure contrattuali più flessibili sia incentivi fiscali proporzionati alla lunghezza del contratto, in modo da dare quanto più possibile stabilità all'inquilino disagiato. Anche questi benefici ricalcano sostanzialmente quelli previsti dalla legge 431 del '98.

Il primo tipo di contratto (da un anno a 18 mesi), consentirebbe allo sfrattato di rinegoziare il canone con il proprietario dell'alloggio grazie al buono casa. Il secondo, che può durare fino a due anni, potrebbe vedere protagonista, in alcuni casi particolari, l'Ente locale come conduttore e l'inquilino come concessionario. Il terzo e il quarto tipo di contratto durano tre anni prorogabili, con accordo tra le parti, per altri due, a canone calmierato, con forti incentivi per il proprietario: incremento al 70% della riduzione del reddito da canone imponibile e abbattimento del 30% dell'imposta proporzionale di registro. Il quinto contratto è un quattro anni più quattro con ulteriore riduzione del reddito imponibile del 30%.

Ma il provvedimento varato dall'esecutivo non piace ai sindacati. Sull'emergenza sfratti, "il governo non ha perso occasione per varare un decreto che rappresenta un ulteriore regalo alla rendita e alla proprietà edilizia, e un inganno e una beffa per gli sfrattati". E' quanto afferma Paola Agnello Modica, segretaria confederale Cgil. "Il decreto sugli sfratti va contrastato inoltre, perché è un grave attacco al canale agevolato previsto dalla 431 e al ruolo dei Comuni su cui si scaricano i problemi privandoli però di risorse e di competenze".
Agnello Modica, che ha parlato al consiglio generale del Sunia (il sindacato inquilini della Cgil), ha ricordato che "le Confederazioni insieme ai sindacati degli inquilini, con la raccolta di un milione di firme in calce alla petizione popolare per una nuova politica abitativa, intendono lanciare un messaggio forte al Paese sul problema del caro-casa e, in particolare, sulle condizioni di disagio e di precarietà, anche dal punto di vista abitativo, in cui vivono decine di famiglie, di giovani, anziani e immigrati".

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