Mercato immobiliare: un 2005 di assestamento
Nessun rischio bolla per il mercato immobiliare italiano. La crescita dei prezzi negli ultimi anni è inferiore a quella registrata in altri paesi europei e pertanto nulla lascia prevedere che si vada incontro a uno sgonfiamento repentino dei valori immobiliari. Queste le previsioni per il 2005 illustrate dal presidente dell'associazione nazionale dei costruttori edili Claudio De Albertis.La vivacità della domanda di immobili registrata nel corso degli ultimi anni - ha evidenziato De Albertis - è stata sostenuta dal basso costo dei mutui, dalla diminuzione del rendimento degli investimenti finanziari ed anche dal buon rendimento degli investimenti in immobili.
"Le stime per il 2004 formulate da diversi centri di ricerca - segnala l'Ance - indicano una tenuta del mercato immobiliare. In particolare, è da escludere la possibilità che dal 2004 possa verificarsi la flessione del mercato immobiliare prevista dagli economisti per altre realtà nazionali, in quanto il ciclo espansivo del mercato, in atto in Italia da circa sei anni, non risulta sufficiente a far presagire come imminente una brusca inversione di tendenza".
In Italia tra il 1999 e la fine del 2003 - ha proseguito De Albertis - i prezzi reali delle abitazioni sono saliti in misura inferiore rispetto ad altri Paesi europei (Italia +21% a fronte del +50% della Francia, del +66% del Regno Unito e del +73% della Spagna).
L'anno prossimo - secondo le stime dell'Ance - segnerà "una lieve discesa delle compravendite di abitazioni, un aumento del mercato turistico e una ripresa del mercato degli uffici-terziario nel caso di miglioramento del sistema economico generale", mentre per gli immobili di impresa, secondo l'Ance, "è prevista una ulteriore riduzione" e per il commerciale si attende un "proseguimento della crescita".
Qualche segnale di incertezza arriva però dalle stime sugli investimenti in costruzioni. L'edilizia abitativa nel complesso crescerà ancora (+1,3%), anche se più lentamente (1,5% nel 2004); per gli investimenti in nuove abitazioni l'Ance prevede una crescita appena dello 0,5%, a causa dell'indebolimento della domanda delle famiglie.
Non subiranno rallentamenti invece gli investimenti in riqualificazione abitativa, che aumenteranno anche nel 2005 del 2% grazie al traino delle agevolazioni fiscali che continueranno a spingere la domanda di recupero edilizio espressa dalle famiglie e dalle imprese private.
