Finanziaria 2004: l'allarme lanciato dai costruttori
Sconcerto: è il sentimento espresso dall'Ance - l'associazione dei costruttori edili - dopo la mossa a sorpresa con cui nei giorni scorsi alla Camera maggioranza e opposizione hanno deciso di ritirare tutti gli emendamenti al disegno di legge finanziaria per il 2005. Facendo saltare tutti gli accordi presi con il Governo in tema di sviluppo delle città e delle infrastrutture."Una scelta che apre scenari allarmanti per il futuro del Paese - commenta il presidente dell'Ance Claudio De Albertis - e che si aggiunge al quadro già assai grave determinato da un lato dalla riduzione delle risorse per le opere pubbliche e dall'altro dalle conseguenze che avrà sul settore il tetto del 2% imposto alla spesa pubblica."
"Con il ritiro di tutti gli emendamenti sono stati infatti accantonati i provvedimenti per il rilancio delle città, quelli finalizzati al varo di una nuova politica della casa e le norme sulla rivalutazione dei beni immobili delle imprese, dalle quali dipende il concreto avvio dei necessari processi di riqualificazione urbana".
Di fronte a questa nuova e inaspettata situazione l'Ance ha deciso di reagire convocando per il prossimo 25 novembre a Roma la Consulta Generale, per valutare le azioni da mettere in campo in vista del dibattito al Senato.
Nel frattempo, gli operatori dell'edilizia pubblica riuniti a Torino per il convegno "Edilizia residenziale pubblica e politiche sociali", organizzato dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni, dall'Anci e da Federcasa, chiedono una "tassa di scopo", una nuova Gescal per finanziare l'edilizia pubblica, visto che ormai il 92% delle domande di assegnazione di alloggi popolari rimane inevaso.
"Vogliamo che il governo organizzi al più presto la Conferenza nazionale sulla casa in modo da rendersi conto dell'emergenza in cui si vive", ha affermato Franco Botta, coordinatore degli assessori regionali alle Politiche abitative. Botta ha aggiunto che bisogna "ripensare l'intervento finanziario" nazionale e regionale, perché con l'abolizione nel '98 della Gescal (il prelievo fiscale sui datori di lavoro e sui dipendenti) "sono venute a mancare risorse certe e sicure".
Il presidente della Conferenza della Regioni e della Regione Piemonte, Enzo Ghigo, ha condiviso la necessità di rifinanziare i fondi per l'edilizia pubblica, ma ha ricordato che la Finanziaria non prevede che gli enti locali possano ricorrere a tasse di scopo per il 2005: "Proprio per elaborare nuove proposte per la Finanziaria in discussione al Senato - ha aggiunto - i presidenti delle Regioni di riuniranno la prossima settimana".
Il presidente di Federcasa (che riunisce 111 ex Iacp), Vincenzo Guerrieri, ha affermato che gli sfratti sono 85 mila e che la spesa per la casa è in continuo aumento, assorbendo un quarto del budget mensile di una famiglia e il 35-40% di quello degli anziani soli. Una situazione che ha creato fenomeni devianti, come abusivismo e morosità: "Lo Stato deve trovare le risorse per avviare presso le Regioni fondi che consentano di alimentare un flusso costante di costruzioni".
