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Proroga sfratti: siamo alla legge

Via libera definitivo dell'Aula del Senato al decreto sull'emergenza sfratti per le persone in condizioni di particolare disagio economico e sociale. Palazzo Madama ha approvato il testo nella formulazione che aveva avuto la settimana scorsa il sì della Camera: previsto il rinvio dell'esecuzione degli sfratti dal prossimo 31 dicembre al 31 marzo 2005 per i circa 26 mila nuclei familiari che hanno ricevuto l'ingiunzione di abbandonare la propria casa. Del rinvio usufruiranno i nuclei familiari con persone anziane e portatrici di handicap, senza reddito sufficiente per potersi permettere un'altra casa.

Oltre alla sospensione degli sfratti per le famiglie disagiate, l'altro asse portante del decreto è costituito dai buoni casa da 3mila a 5mila euro per gli inquilini. "Si tratta - ha dichiarato il viceministro alle Infrastrutture Ugo Martinat - di un provvedimento liberale e allo stesso tempo solidale, di portata storica".
Il decreto legge, spiega una nota diramata dal ministero, è stato emanato dal Governo per far fronte all'emergenza abitativa verificatasi a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 155, che aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale di un'eventuale ulteriore proroga degli sfratti di cui queste famiglie beneficiavano.
Il viceministro ricorda anche l'aggiunta di un comma, che modifica direttamente la legge sulle locazioni, il quale consentirà ai Comuni di destinare i buoni casa direttamente ai proprietari nel caso in cui gli inquilini siano morosi.
Il beneficio contrattuale per l'inquilino disagiato consiste in un 'buono casa' che va da un minimo di 3.000 ad un massimo di 5.000 euro (in funzione della dimensione demografica del Comune). Per il proprietario, le tipologie prevedono sia procedure contrattuali più flessibili sia incentivi fiscali proporzionati alla lunghezza del contratto, in modo da dare quanto più possibile stabilità all'inquilino disagiato.

Non sono mancate le reazioni. Durissima l'Unione inquilini, secondo cui il decreto convertito in legge dal Senato "è un vero cappio al collo degli inquilini". "In primis - sottolinea il sindacato - il decreto legge si rivolge a una minima parte degli sfrattati, ma la cosa più
grave è come". "In pratica per ottenere il differimento dell'esecuzione, la famiglia di sfrattati con reddito complessivo familiare da 0 a 20mila euro lordi, deve effettuare una proposta 'irrevocabile' al proprietario". Le proposte, precisa il sindacato, si riferiscono "a contratti sulla base del codice civile, di durata fino a 18 mesi transitori o di durata quadriennale a canoni da mercato ultraliberista". Quindi, sottolinea il sindacato, "come facciano famiglie con i redditi citati a pagare poi quei canoni e' inspiegabile".
Pertanto, a giudizio del sindacato, due sono le strade che si prospettano all'inquilino: nel caso che il proprietario accetti la tipologia contrattuale e quindi propone un canone libero, l'inquilino, se accetta, andrà incontro a uno sfratto per morosità perché impossibilitato a pagare. Se invece non accetta il canone, e dato che la proposta è irrevocabile, il differimento dello sfratto non si applica."

Negativo anche il giudizio dell'Uppi (Unione piccoli proprietari immobiliari). Secondo il presidente nazionale Giacomo Carini, il contenuto del decreto legge sugli sfratti è una sfida aperta ai precetti costituzionali: "con un puerile 'escamotage' blocca, ancora una volta, fino al 31 marzo 2005 la esecuzione di provvedimenti di rilascio che giacciono inattuati da decenni". Nella legge, evidenzia Carini, "è stata anche introdotta una inconcepibile norma che da' la possibilità a qualsiasi conduttore assoggettato a sfratto, di contestare, in ogni momento, la data di esecuzione fissata dal giudice di merito (ex art.56 legge 392/78) senza precisare neanche i 'limiti' entro cui può essere rifissata tale data".

Particolare apprezzamento per la decisione del Governo arriva invece da Confedilizia: " ha evitato quella che sarebbe stata la trentaseiesima proroga degli sfratti dal Dopoguerra, anche introducendo nuove tipologie contrattuali caratterizzate da una grande flessibilità del rapporto contrattuale". In particolare, la Confedilizia "esprime soddisfazione per due nuove disposizioni introdotte nel provvedimento per sua iniziativa: l'una, che prevede che i Comuni possano stabilire che i contributi destinati agli inquilini vengano, in caso di morosità, erogati direttamente al locatore interessato, anche tramite le Confedilizie locali, a sanatoria della morosità medesima; l'altra, che inserisce l'obbligo di motivazione del provvedimento del Giudice che fissa la data di esecuzione degli sfratti e la possibilità di ricorrere nei confronti dello stesso".

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