Divieto di fumo nei condomini?
"Utente", chi era costui? Dopo l'entrata in vigore della legge sul fumo, amministratori condominiali e proprietari di casa in genere sono alle prese con questo termine. Il problema nasce dal fatto che il divieto di fumare è previsto nei locali privati che siano "aperti ad utenti o al pubblico". Ma chi sono, appunto, gli utenti?"Inutile sfogliare libri e dizionari dei termini giuridici: non registrano neppure il termine", osserva Confedilizia. Mentre il più autorevole vocabolario della lingua italiana, il Battaglia, indica nell'utente "chi usufruisce di un bene o di un servizio erogato da un ente pubblico o privato".
Gli utenti sarebbero, insomma, coloro che usufruiscono di un contratto di somministrazione: gli utenti del gas, dell'acqua, dell'energia elettrica e così via. Nello stesso senso si esprimono i dizionari dei sinonimi e dei contrari: che come termine contrario a quello di "utente" indicano (il Giocondi-Marovelli, per tutti) quello di "fornitore, gestore".
Chi sono, dunque, gli utenti di un condominio, si chiede l'organizzazione della proprietà edilizia? "Il condominio non eroga nessun servizio e proprio per questo il divieto di fumo non va applicato nei condominii, neppure negli spazi comuni". L’associazione torna quindi a chiedere un'interpretazione del Ministero della Salute, dopo averlo fatto già alcuni mesi fa, senza ottenere una risposta. Perché il problema resta.
Adottare una delibera condominiale in proposito, infatti, non è possibile, e non sarebbe comunque obbligatorio osservarla: fumare nelle parti comuni non configura infatti un "uso" delle stesse in senso giuridico, che possa quindi, a termini di legge, essere disciplinato in sede assembleare.
