Affitti: si profila un 2005 difficile
Prezzi delle case in ascesa incontrollata da ormai cinque anni, affitti alle stelle, blocco degli sfratti in scadenza il prossimo 31 marzo e infine circa 700mila famiglie alle prese con il rinnovo dei contratti d'affitto: questi i micidiali ingredienti di un cocktail che nel 2005 porterà all'esplosione di una vera emergenza sociale sul fronte casa.A lanciare l'allarme e' l'Osservatorio Ares, che in un'indagine presentata ieri traccia una panoramica sconsolante sulle difficoltà di accesso al mercato immobiliare.
In primo piano la scadenza nei prossimi mesi di circa 700.000 contratti di affitto, gran parte dei quali passeranno dal cosiddetto canale 'agevolato' a quello libero introdotto dalla legge sulle locazioni del 1998, con aumenti del canone stimati complessivamente in oltre 1,814 miliardi di euro.
La liberalizzazione dei canoni, unitamente alla mancanza di offerta di edilizia residenziale pubblica e all'incremento dei prezzi degli immobili (dai dati Nomisma l'incremento a parità di potere di acquisto dal 2000 al 2004 è stato del 31,6%), sono i fattori che hanno provocato una paurosa lievitazione dei livelli di affitto.
Un mercato 'dimagrito' attualmente circoscritto, per la prima casa al 20% delle famiglie. Molti hanno infatti preferito accollarsi un pesante mutuo per acquistare pur di non pagare a vuoto canoni tanto esosi.
Oggi in Italia la maggior parte delle famiglie che ancora vivono in affitto si colloca in fasce di reddito medio basso: il 60% ha un reddito netto inferiore ai 18.000 euro annui. Dalla ricerca dell'Osservatorio Ares emerge che in tre città (Venezia, Milano
e Roma) gli affitti annuali superano i 18.000 euro di reddito netto, mentre in tutte le altre i canoni superano quasi sempre il 40/50% dello stesso reddito, soglia massima di incidenza. Si può dedurre quindi che non solo le famiglie sotto i 18.000 euro di reddito, ma anche una consistente percentuale di famiglie con reddito netto superiore (fino a 20.000 euro e oltre) possa rimanere esclusa dal mercato dell'affitto o essere comunque respinta verso le estreme periferie delle città. Soltanto a Roma le famiglie cui viene di fatto sottratto il diritto alla casa sono circa 400.000 famiglie.
Nel 2005 verranno poi a scadenza circa 700.000 contratti di locazione stipulati tra il 2000 e il 2001. Di questi, almeno il 40% riguarderà contratti cosiddetti 'agevolati', le cui condizioni di canone sono in genere più favorevoli agli inquilini di circa il 20% rispetto ai contratti 'liberi'. Questo senza che sia stato rivalutato ne' incrementato il fondo integrativo dell'affitto gestito dai Comuni, già "insufficiente e destinato finora ad una ristretta cerchia di famiglie con redditi minimi ed a livello di povertà".
Il 31 marzo prossimo finisce inoltre la proroga degli sfratti concessa alla fine dell'anno scorso, senza che sia stata avviata alcuna misura prevista per far fronte alla condizione di disagio degli inquilini sfrattati. A ciò va aggiunta una Finanziaria che "nulla prevede a favore degli affitti e anzi, inasprisce la fiscalità sugli immobili e tutti i costi di giustizia (bolli, iscrizioni a ruolo, imposte ipotecarie e catastali, probabili ritocchi dell'Ici).
E per finire - conclude - l'indagine dell'Ares - lo smantellamento del residuo patrimonio immobiliare pubblico (le cartolarizzazioni) che poteva invece rappresentare l'unico calmiere del mercato e l'unica vera salvaguardia dall'emergenza abitativa.
