Acquisto casa su carta: finalmente operativa la legge
Dopo anni di battaglie parlamentari l'Italia si avvia finalmente a dotarsi di uno strumento di tutela concreta degli acquirenti di case in costruzione. Il governo ha infatti approvato nei giorni scorsi il decreto legislativo di attuazione della legge 210, detta anche Legge Duilio dal nome del primo firmatario, che era stata approvata all'unanimità dal Parlamento lo scorso anno.Il decreto recepisce tutti gli aspetti di tutela previsti dalla legge delega introducendo in particolare l'obbligo per il costruttore di stipulare una fideiussione a garanzia dei soldi versati dall’acquirente. Una sorta di "rc-casa" che consentirà agli acquirenti, in caso di fallimento dell'impresa, di recuperare i soldi investiti nell'immobile in costruzione. Inoltre, la legge prevede l'istituzione di un fondo di solidarietà per rimborsare almeno parzialmente i cittadini che sono rimasti vittime di fallimenti dal 1993 all'entrata in vigore della legge. Il fondo verrà alimentato dalle fideiussioni stipulate dai costruttori nella misura del 4 mille.
Con questa legge si colma un vuoto legislativo che vedeva l'Italia unica nazione in Europa a non avere una legge su questa materia. Rispettato così anche il principio sancito dalla Costituzione di salvaguardia del risparmio familiare per l'acquisto della casa.
La nuova disciplina - si legge nel comunicato della presidenza del consiglio - è "a tutela di tutti i promissari acquirenti, di chi abbia acquistato un immobile ancora da costruire, di chi abbia stipulato un contratto (compreso quello di leasing) che consenta il trasferimento della proprietà o della titolarità di un diritto reale di godimento su un immobile da costruire. La tutela riguarda anche chi, sebbene non socio, abbia assunto obbligazioni con una cooperativa edilizia per ottenere l’assegnazione in proprietà di un immobile da costruire".
Fra gli altri strumenti di tutela, il provvedimento, che era stato approvato in via preliminare dal governo il 18 febbraio 2005 e ha ricevuto adesso il parere delle Commissioni parlamentari competenti, prevede specifici contenuti obbligatori del contratto preliminare e alcuni limiti alla possibilità di azione revocatoria nella procedura fallimentare. In sostanza - come ha spiegato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi - non viene applicato il principio della "revocatoria" in base al quale i beni di un'impresa fallita sono inclusi nei beni a disposizione dei creditori.
"Più che positivo" il giudizio dell'associazione delle vittime dei fallimenti immobiliari, vero motore propulsivo nel lungo cammino verso l'approvazione della legge. ASSOCOND-CONAFI "riconosce a Governo e Parlamento, a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione un ruolo decisivo e responsabile nel portare a conclusione un articolato di legge alquanto complesso, nel quale tutte le parti in causa, acquirenti, imprenditori (grazie alla lungimiranza dell’ANCE e del suo presidente, Claudio De Albertis) e sistema creditizio, hanno potuto svolgere con lealtà e coerenza il loro ruolo, favorendo una soluzione condivisa da tutti".
Anche se "ulteriori miglioramenti sono da mettere in cantiere per venire incontro sia alle preoccupazioni espresse da alcuni settori del mondo produttivo che per migliorare il dispositivo di tutela dell’acquirente".
Soddisfazione con alcuni distinguo viene espressa anche dall'Adiconsum, che per voce del segretario Paolo Landi si è detta convinta che il provvedimento debba essere migliorato specie per ciò che riguarda il funzionamento del Fondo di solidarietà per chi è già rimasto vittima di un fallimento immobiliare: "avanziamo delle perplessità sul meccanismo di recupero delle risorse destinate alla copertura del Fondo di solidarietà, chiedendo al Governo di chiarire in modo più puntuale tale zona d'ombra"
