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Sfratti: il governo prende tempo

In momenti di crisi come quello che sta vivendo l'esecutivo in questi giorni, non fa specie l'alternarsi di annunci, smentite e rinvii sul tema degli sfratti.
Dopo che il ministro delle Infrastrutture Lunardi, nel corso dell'audizione parlamentare tenutasi a inizio aprile, aveva bocciato senza mezzi termini l'ipotesi di una nuova proroga del blocco degli sfratti, appellandosi al dettato della Corte costituzionale, un suo sottosegretario, Silvano Moffa, ha riacceso le speranze delle trentamila famiglie italiane su cui incombe la minaccia dello sfratto esecutivo.

"Sarebbe un errore non prorogare gli sfratti per finita locazione," ha affermato nei giorni scorsi il sottosegretario alle Infrastrutture. "Pur essendo necessario tener conto della sentenza della Corte Costituzionale va considerato il fatto che ancora non esistono le condizioni economiche e procedurali per superare il disagio abitativo, sia sul versante dei proprietari che degli affittuari".

Moffa faceva riferimento agli sportelli per l'emergenza sfratti, previsti nella legge con cui il governo aveva rinviato al 31 marzo scorso l'ultima proroga del blocco, ma che non sono ancora stati resi operativi. Gli sportelli avrebbero dovuto gestire le richieste di contributo stanziato dalla legge, ma la circolare attuativa era uscita solo il 17 marzo quando al 31 marzo era fissata la scadenza di presentazione della domanda per gli incentivi.

E in effetti lo stesso Lunardi durante l'audizione aveva lasciato aperto uno spiraglio. No alla proroga ma in compenso - era stata la promessa del ministro - presto il governo avrebbe varato un altro provvedimento per tamponare l'emergenza sfratti. Un nuovo decreto legge - aveva annunciato Lunardi -  "volto a destinare a un fondo emergenza sfratti gestito direttamente dai Comuni le risorse previste dal decreto legge 240, e non utilizzate alla scadenza. I Comuni potranno così destinare le risorse unicamente agli sfrattati che rispondano ai requisiti richiesti per accedere i benefici".

Sono passate quasi due settimane dall'audizione del ministro e del decreto non c'è traccia. Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha rinviato l'esame del "decreto legge recante misure di sostegno nelle aree metropolitane per i conduttori di immobili in condizioni di particolare disagio abitativo" per consentire al Governo - recita la nota diramata da Palazzo Chigi - di effettuare gli opportuni approfondimenti con l'Anci, l'associazione dei comuni italiani, che continuano a premere sull'esecutivo affinché intervenga in materia

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