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Si accendono i termosifoni, ma si pagano anche!

Scatta l’ora X per i riscaldamenti. Da domani, sabato 15 ottobre, ad accendere prima degli altri gli impianti saranno quasi tutte le città del Nord e alcune del Centro-Sud. Le accensioni delle caldaie, infatti, sono scadenzate per legge in differenti periodi, a seconda della zona climatica. 

E la stangata è già pronta. Ancora una volta è l’inarrestabile corsa del petrolio che ha fatto scattare i pesanti ritocchi all’insù per il prezzo del gas metano, rincarato di circa il 12%, e del riscaldamento da petrolio (+19,60%, 2 punti percentuali in più rispetto al gasolio per l’auto). Così quest’inverno - secondo una stima di Adiconsum - il riscaldamento per un appartamento di medie dimensioni con un consumo di circa 1.400 metri cubi di gas metano comporterà una maggior spesa per le famiglie di circa 100 euro. Mentre se il riscaldamento è a gasolio, l’aumento raddoppia a 200 euro.
Conti alla mano - ricorda Adiconsum - la spesa per il riscaldamento a metano comporterà un esborso medio di 1.100 euro. Si parla, invece, di circa 1.300 euro (si va dai 600/700 euro per le zone del Sud ai 2.000 euro per le zone più fredde) nel caso si utilizzi il gasolio.

Un salasso che - secondo l’associazione - potrebbe essere meno pesante attraverso la riqualificazione energetica dei condomini. Lavori che costerebbero ai consumatori circa 12,5 miliardi di euro, ma che consentirebbero di aumentare la durata media di un impianto di riscaldamento a 15/17 anni, mentre il costo degli investimenti di riqualificazione, compresi gli interessi, si ripagherebbero in 7/8 anni. Va, infatti, ricordato che in Italia ci sono 400mila condomini con riscaldamento centralizzato e di questi circa 250mila hanno impianti di riscaldamenti vecchi oltre 15 anni. Caldaie obsolete e inefficienti che fanno consumare 4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio per un’emissione di circa 15 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Unico modo per risparmiare - suggerisce l’Adiconsum - è un utilizzo più razionale dell’impianto, evitando di accendere i termosifoni quando non servono. Infatti, va sottolineato, che nei condomini con impianti centralizzati, la ripartizione delle spese di riscaldamento avviene in base alle quote millesimali e non in base all’effettivo consumo. Un meccanismo che comporta anche significativi sprechi. Mentre un trucco per tagliare la bolletta - spiega l’associazione - è l’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore, cioè delle valvole su ogni termosifone che permettono di regolare il riscaldamento del proprio appartamento e di pagare solo quello che si consuma. Per questo motivo l’Adiconsum ha stipulato un protocollo con l’Anaci (l’associazione che raggruppa gli Amministratori di condomini) per garantire l’applicazione del Cse, ovvero il Contratto servizio energia, disciplinato dal DPR 412/93, che consente di ridurre l’Iva dal 20% al 10% sia per le spese di riscaldamento che per gli investimenti di ammodernamento degli impianti, per un risparmio pari a circa 200/300 euro.

Capitolo a parte il riscaldamento individuale. Il recente D.L. 192/05 ha modificato i termini obbligatori di manutenzione: ora le caldaie con potenza inferiore ai 35kW con oltre 8 anni di anzianità vanno riviste ogni due anni (non più quindi annualmente), mentre basta una revisione ogni quattro anni per tutte le altre caldaie.
In particolare, in occasione della manutenzione periodica, l’operatore dovrà eseguire anche il controllo dei fumi e sarà obbligato a redigere il modello G (al posto del vecchio modello H), riportando il risultato della verifica. Una grande novità - ha spiegato l’Adiconsum - che consentirà ai cittadini di risparmiare circa 100 euro all’anno se la caldaia è vecchia, mentre se l’impianto è nuovo rimarranno in tasca oltre 300 euro.

Tutti utili i consigli che ha fornito l’associazione Adiconsum ai cittadini che si apprestano ad accendere i termosifoni? Gli addetti degli impianti non la pensano così e lamentano anche la riduzione di un possibile taglio dei posti di lavoro a causa della nuova tempistica sulla manutenzione.
Secondo la Confartigianato l’applicazione del DPR 412/93 è pericolosa ai fini dell’efficienza delle caldaie, perché fa svanire gli effetti avuti proprio con l’obbligatorietà della revisione annuale. A conferma, il responsabile impianti della confederazione, Fabrizio Monaco, ricorda che grazie alla legge 46/90 gli incidenti dovuti al gas sono diminuiti del 45%. Inoltre l’applicazione del D D.L. 192/05, relativo alla manutenzione delle caldaie autonome - tuona Monaco - è in vigore solo dopo l’8 ottobre e, quindi, è valida solo per i nuovi impianti.
Mentre l’altra confederazione, Cna, ha presentato un emendamento per eliminare il beneficio dell’Iva al 10% sul contratto "Servizio energia".

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