Previsto un aumento dell'ICI
Con il taglio delle risorse destinate agli enti locali è in arrivo un probabile salasso sulle case italiane. I Comuni, che già negli ultimi anni hanno spinto sulla leva fiscale per rimpinguare le casse, saranno costretti a ritoccare ulteriormente verso l’alto le aliquote Ici.E così, mentre in Parlamento viene approvata una norma che esonera istituti religiosi e enti non a fini di lucro dal pagamento dell’imposta comunale sugli immobili, le famiglie italiane si troveranno probabilmente a fare i conti con un aggravio dell’Ici.
Questo grazie anche alle recenti disposizioni che consentono ai Comuni di adeguare gli estimi catastali di singoli immobili o di intere zone del territorio comunale agli attuali valori di mercato.
Volendo scattare una fotografia della situazione attuale, si scopre che le famiglie italiane nel 2005 pagano in media, per un’abitazione di 80 metri quadri, 189,77 euro l’anno ai comuni di Ici sulla prima casa. È quanto emerge da un’indagine del servizio politiche territoriale della Uil, che ha analizzato il costo dell’imposta comunale sugli immobili nelle 104 città capoluogo di provincia.
Tra i capoluoghi di regione, Bologna è la città più cara con un prelievo di 592,10 euro l’anno; seguono Milano con 533,20 euro e Roma con 521,15 euro. La città dove si paga di meno è Cagliari (59,95 euro). Tra le città medie e piccole, è Rimini a far registrare l’imposta più alta con 640 euro, mentre Reggio Calabria è la città dove l’Ici pesa di meno, con 39,80 euro annui.
"L’aliquota media applicata per l’abitazione principale - spiega il segretario confederale Guglielmo Loy - è del 5,07 per mille, mentre è del 6,6 per mille l’aliquota ordinaria". Sulla base della ricerca, il gettito totale dei Comuni italiani, nel 2005, è di 10,9 miliardi di euro, di cui la metà sono stati pagati con l’acconto di giugno.
"Con il taglio degli stanziamenti verso la periferia operato negli ultimi anni dallo Stato centrale, gli enti locali, a corto di risorse, si sono rivalsi sui cittadini spremendoli con le imposte locali. E la situazione non migliora per il prossimo anno". Infatti, sulla base dei tagli previsti dalla finanziaria 2006, pari a 3,1 miliardi di euro, secondo Loy ci sarà un ulteriore aumento della tassazione degli immobili.
