Casa nel 2006 prezzi in discesa
La frenata dei prezzi per l’acquisto di case si sta consolidando ma nel 2006 non ci sarà un crollo delle quotazioni. La tendenza emerge dalla ricerca ’Il mercato immobiliare in Italia e a Roma’, realizzata dalla Borsa Immobiliare di Roma (Bir) e presentata in occasione dell’ottava edizione della Rassegna italiana del mercato immobiliare e delle ristrutturazioni (Rimi), organizzata dalla Camera di Commercio della capitale dal presidente della Bir, Lorenzo Tagliavanti, alla presenza del presidente della Cciaa di Roma, Andrea Mondello.Secondo gli analisti del Cresme che per conto della Bir hanno realizzato la ricerca ’’con un +1,9% in termini deflazionati, corrispondenti al +4,1% monetario, un calo dei prezzi è prevedibile, soprattutto a Roma, ma si tratterà solo dell’inizio di una fase discendente del ciclo immobiliare".
Per quanto riguarda l’indebitamento per l’acquisto di casa la tendenza registrata è quella di una crescita nel primo semestre 2005 che però risulta inferiore a quello degli ultimi 3 anni.
Rimane intanto stabile il valore complessivo degli immobili italiani, attorno ai 4.800 miliardi di euro che rappresenta un valore pari a 3,3 volte il debito pubblico nazionale con un incremento del valore, negli ultimi 8 anni, del 56,3% (632 mld, il 13,3% del totale nazionale).
Le unità immobiliari edificate tocca quota 49,6 milioni con una netta prevalenza di unità abitative e loro pertinenze (28.328.000 sono abitazioni, 12,4 mln le autorimesse e i box auto). A questi si aggiungono circa 5 milioni tra cantine, soffitte e magazzini.
Nel 2005 si prevede che verranno costruite circa 300 mila abitazioni (un dato che si avvicina a quello dell’86 quando vennero costruiti 299mila alloggi), con 102 alloggi a fronte di 100 nuove famiglie residenti. Gli immobili ad uso non residenziale sono quasi 3,8 milioni. Al top quelli ad uso commerciale con 2,7 milioni di unità immobiliari. Tra questi sono i centri commerciali a crescere più di altri comparti produttivi.
Sul fronte delle compravendite le stime 2005 prevedono il superamento del milione di compravendite di abitazioni con un +0,1% rispetto al 2004. Nella provincia di Roma la crescita sarà dell’8,1% (oltre le 70mila transazioni). Del resto la provincia di Roma rappresenta circa il 7,2% del mercato italiano e il suo contributo alla crescita tra il 1997 e il 2005 è stato del 10% rispetto a quello nazionale con +34mila compravendite a Roma contro le +342mila totali.
Per quanto riguarda i prezzi dal quadro descritto dal Cresme emerge che Roma ha mostrato una elevata volatilità tra il 1992 e il 2005 con un forte calo e una altrettanto netta risalita: dal 26,4% iniziale si è passati ad un incremento del 52,7% tra il 1998 e il 2005.
Ciò che non si ferma è l’indebitamento per l’acquisto dell’abitazione che registra un incremento della consistenza complessiva dei mutui pari al 20,0% netto tra giugno 2004 e giugno 2005 e gli ultimi due trimestri mostrano incrementi dell’1,5% e del 6,0%. Un dato che ’’va interpretato’’ secondo il Cresme perchè non è traducibile con una ripresa del mercato.
Ciò che preoccupa gli analisti è l’effetto tassi sui mutui per la casa. Anche se ancora non è deciso un inasprimento dei tassi di interesso il futuro non consente ottimismo. In questa ipotesi ad essere colpite sarebbero le famiglie che hanno acquistato con un mutuo a tasso variabile tra il 2004 e il 2006: 1,3 mln di famiglie.
