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Censis: otto italiani su dieci hanno la casa di proprietà

Anche nel 2005 continua il ’boom’ del mattone. Nei primi cinque mesi dell’anno sono state acquistate 370.000 abitazioni, cifra che, proiettata sui dodici mesi, si attesta a circa 810.000 compravendite, per un valore complessivo scambiato stimabile in 130,5 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal Rapporto 2005 del Censis che sottolinea, tuttavia, come il mercato immobiliare registri una leggera flessione rispetto all’anno precedente.
La fotografia scattata dal Censis disegna sempre di più un popolo di ’proprietari’. L’82% delle famiglie italiane dispone di un’abitazione di proprietà, di questi il 13% dispone di almeno una seconda abitazione e il 4,5% di altre tipologie di fabbricati. Ma c’e’ un 13,5% di italiani che e’ rimasto fuori dal giro dei proprietari di casa e vive in abitazioni in affitto. E tra questi, il 45,3% dichiara di percepire un reddito basso o medio basso, per il 34% l’affitto ha un’incidenza che supera il 30% del reddito complessivo e per il 13,4% e’ maggiore al 40% (e’ considerato sostenibile un canone che si aggira attorno al 20% degli introiti mensili). Dopo anni di scarsa attenzione, in cui la questione abitativa è stata relegata in secondo piano, si è tornato a parlare diffusamente di emergenza casa, anche a fronte dell’acuirsi del problema degli sfratti: nel 2004 ne sono stati eseguiti in Italia quasi 24.000, dei quali circa la metà nelle sole 10 province a maggiore densità abitativa. Non vi è dubbio che la crisi attuale riguardi in modo particolare le famiglie a basso reddito che vivono in alloggi in affitto in regime di libero mercato nelle aree metropolitane e che quindi sono state esposte in questi anni al forte incremento dei canoni. Basti pensare - rileva il Censis - che gli sfratti per morosità rappresentano nel 2004 il 70,2% del totale, e che nel 1990 erano appena il 26%. Mediamente i proprietari vivono in abitazioni piu’ grandi rispetto agli inquilini, dispongono piu’ spesso di garage o posto auto e di giardino e sono decisamente piu’ soddisfatti dell’alloggio in cui vivono: recenti indagini del Censis mostrano che il 26,3% di quanti vivono in affitto si dichiarano poco o per nulla soddisfatti della propria abitazione, mentre la quota scende al 7,3% tra i proprietari.
Tornando al mercato, sono tre i fattori che indica il Censis alla base del boom che non accenna ad arrestarsi. La crescita, per il settimo anno consecutivo, e’ spinta dall’andamento dei tassi di interesse sui mutui, dalla scarsa remunerativita’ garantita dalle altre forme di investimento finanziario e dall’erosione dell’offerta di alloggi in affitto.
Tre fattori che, uniti alla presenza sul mercato della generazione del baby boom degli anni ’60, in questi anni hanno fatto innalzare in modo consistente il volume delle compravendite. Sono ancora numerose le famiglie che puntano a smettere di pagare un affitto accollandosi un mutuo, anche a costo di grandi sacrifici. Nel 2004 i finanziamenti concessi alle famiglie dal sistema del credito per l’acquisto dell’abitazione sono cresciuti del 17,4% rispetto al 2003. E’ Roma la citta’ italiana in cui comprare casa costa di piu’. Il prezzo medio a metro quadro in un quartiere non troppo centrale della capitale puo’ infatti sfiorare i 4.000. In assoluto la cifra piu’ alta d’Italia, cresciuta di oltre il 47% in 4 anni. A rivalutarsi piu’ di tutte le altre sono state pero’ dal 2000 al 2004 le case veneziane: secondo i dati contenuti nel rapporto 2005 del Censis, gli aumenti per metro quadro sono stati infatti nella Laguna di oltre il 51%. La classifica delle citta’ piu’ care per comprare casa vede dopo Roma (3.930 euro a mq), Milano (3.800 euro) e appunto Venezia (3.600). All’opposto si trovano invece Palermo (1.540 euro a metro quadro), Catania (1.400) e Reggio Calabria (1.250 euro). La citta’ calabrese e’ anche la citta’ in cui minore e’ stato l’impatto della bolla immobiliare degli ultimi anni, con un aumento dal 2000 di circa il 20%. Guardando alla graduatoria dei prezzi degli affitti, Roma perde il primato (160 euro a mq sempre in un quartiere intermedio), scavalcata proprio da Milano e Venezia (165 euro). La vera capitale degli aumenti e’ pero’ Firenze, dove tra 2000 e 2004 il prezzo chiesto dai padroni di casa e’ praticamente raddoppiato, passando da 72 a 140 euro al metro quadro. Le piu’ economiche sono ancora una volta citta’ del Sud: Reggio Calabria e Catania (entrambe 60 euro lo scorso anno).
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