Una nuova politica abitativa
Nuovi alloggi a canoni accessibili, potenziamento del patrimonio residenziale pubblico, riqualificazione delle periferie, sostegni per l’accesso alla casa in proprietà: questi in sintesi i capisaldi della piattaforma elaborata dall’Anci in collaborazione con il Cresme - dal titolo ’Una nuova politica abitativa’ - che l’Associazione dei Comuni Italiani ha presentato a Roma per dare una risposta concreta all’emergenza casa.Un’emergenza che il sindaco di Roma Walter Veltroni - presente all’incontro - ha definito "la principale questione oggi in Italia e la più carica di implicazioni per i nuclei familiari nel loro complesso".
E’ dunque un piano nazionale quello che l’Anci chiede al Governo per risolvere carenze e ritardi di anni nella gestione di un problema che ogni giorno si fa sempre più drammatico e che oggi - secondo le ultime stime - riguarda il 20% della popolazione nazionale più una buona fetta non quantificabile di immigrati. "Bisogna dare una risposta sia per le emergenze, ovvero gli sfratti, sia per una prospettiva di realizzazione abitativa che fino ad oggi non è stata perseguita", ha detto il presidente dell’Anci Leonardo Domenici, per il quale l’iniziativa dell’Associazione si può efficacemente sintetizzare nello slogan "alloggi decenti ed affitti decenti". "Quello che bisogna capire - ha detto Domenici - e che ci vuole una politica vera, della quale purtroppo non c’è traccia nell’attuale Finanziaria in discussione in Parlamento, di una collaborazione vera fra i diversi livelli istituzionali, Stato, Regioni e Comuni".
In particolare - ha sottolineato l’assessore al Patrimonio e al Demanio del Comune di Napoli, Ferdinando Balzamo - con questa iniziativa le amministrazioni comunali vogliono intraprendere con il Governo "un confronto più ad ampio raggio, sperando di trovare maggior ascolto sulla necessaria introduzione di un canone moderato e concordato a livello nazionale (il che presuppone un nuovo piano di edilizia sociale) e sul rilancio dell’edilizia pubblica: negli ultimi anni - ha spiegato - c’è stato un drastico calo di questo settore dell’edilizia e si è passati dalle 34.000 abitazioni realizzate nel 1984 alle 1.900 del 2004".
Anche Claudio Minelli, assessore capitolino alle Politiche Abitative, spera che l’azione sia "un’occasione importante che segni una svolta nella politica della casa nel nostro paese, nella quale i comuni non possono essere lasciati soli, anche se l’edilizia sociale non è un tema da affrontare a livello ideologico".
Entrando nel dettaglio la piattaforma e’ suddivisa in cinque linee strategiche che prevedono l’incremento e la riqualificazione dell’offerta di alloggi a canoni e costi moderati, l’ottimizzazione ed il potenziamento dell’utilizzo del patrimonio residenziale pubblico, la riqualificazione delle periferie, il sostegno per l’accesso ed il mantenimento della casa di proprieta’ ed il ridimensionamento della portata delle emergenze.
Il pacchetto delle proposte è stato poi presentato al viceministro Ugo Martinat, dal quale l’Anci attende risposte concrete. Al viceministro per le Infrastrutture, delegato ai problemi abitativi, i rappresentanti dei Comuni propongono di adottare al più presto "una politica nazionale sulla casa, investimenti seri dello Stato sul Fondo sociale, l’acquisto da parte degli Enti previdenziali di nuovi alloggi da dare in affitto, una nuova politica fiscale con cinque anni di forti incentivi per l’affitto". E infine, una risposta al perché della mancata erogazione dei 102 milioni di euro stanziati per i bonus agli sfrattati.
