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Hai la casa in Sardegna? In arrivo una stangata

Una supertassa sulle seconde case in Sardegna. Dopo l’approvazione del piano paesaggistico regionale che blocca le nuove costruzioni nelle fasce costiere, la giunta sarda guidata da Renato Soru, il patron di Tiscali, ha varato una manovra finanziaria contenente una super stangata sulle case dei non residenti.

Da quest’anno avere una supervilla sulle coste della Sardegna potrebbe costare molto caro ai vacanzieri ’continentali’: in base a una norma introdotta nella Finanziaria regionale approvata il 27 dicembre dalla Giunta e il cui testo è adesso al vaglio del Consiglio regionale, le seconde case ricadenti in una fascia costiera fino a 3 km dal mare saranno soggette a un’imposta variabile in base alla superficie: 1500 euro all’anno fino a 60 metri quadrati, 2000 euro fino a 100 mq, 2500 fino a 150 mq e 3000 fino a 200 mq. Al di sopra di questa superficie, ogni metro quadrato lo si paga 150 euro. Inoltre è previsto un rincaro del 20% per le case situate
a una distanza inferiore a 300 metri dalla riva.

Ma anche chi decidesse di liberarsi della propria casa al mare dovrebbe pagare una tassa. Una seconda imposta prevista dalla Finanziaria, infatti, riguarda la compravendita di case, sempre nella fascia costiera inferiore ai 3 km: la legge prevede una tassa del 20% sull’importo incassato dalla vendita di case costruite non più di 5 anni fa. Se le case sono più vecchie, la tassa sale al 25%. All’imposta sono soggetti sia i privati con residenza al di fuori della Sardegna, sia le società.

La ’supervilla’ più nota in Sardegna è senz’altro la Certosa di Silvio Berlusconi: secondo alcuni quotidiani locali l’esborso stimato per il premier si aggirerebbe sui 240 mila euro. L’introduzione della supertassa sta registrando consensi e perplessità nell’isola.
Favorevole Luigi Ruggeri, della Margherita, sindaco di Quartu S. Elena, uno dei centri costieri del sud tra i interessati negli ultimi anni da progetti di insediamento nei litorali: "se le seconde case costituiscono solo un costo e non producono vantaggi se non il cambiamento del territorio - spiega, plaudendo all’iniziativa - occorre che i costi sostenuti dalla collettività siano ridistribuiti in maniera perequativa verso chi sopporta l’insediamento". Dello stesso avviso il sindaco della Maddalena Angelo Comiti, dei Ds: "spesso le seconde case finiscono in un mercato di difficile controllo che continua ad aggiungere reddito a persone che non abitano nei nostri comuni.
L’iniziativa non piace invece al primo cittadino di Arzachena, città nel cui territorio ricade la Costa Smeralda. Pasquale Ragnedda, di Forza Italia, ricorda che i proprietari delle seconde case pagano già l’ICI. "Si tratta di vedere come deve essere applicata - dice - questa supertassa. Non credo comunque sia una grande trovata ed assisteremo ad una corsa alla conquista della residenza da parte di questi proprietari". E il suo collega di Alghero, Marco Tedde, di Fi, intravede il rischio di una fuga di quei turisti che hanno contribuito a far nascere l’immagine della Sardegna: "qualcuno vuole sembrare un Robin Hood e fa della demagogia la sua arma migliore").

Sull’iniziativa è intervenuto, da buon sardo, anche il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, definendola una scelta "aberrante e autolesionista" alla quale si augura ponga rimedio il Consiglio regionale. "Mentre in ogni angolo del mondo si inventano agevolazioni fiscali per favorire lo sviluppo - osserva Pisanu - il governo regionale sardo introduce un’imposta patrimoniale di dubbia costituzionalità che sembra fatta apposta per scoraggiare gli investimenti ed allontanare dall’isola il turismo di alto livello.

L’ultima nuova imposta introdotta dalla finanziaria sarda riguarda aerei e imbarcazioni che faranno scalo sull’isola nel periodo tra il 1 giugno e il 30 settembre: per ogni atterraggio o decollo, i proprietari di aerei privati dovranno pagare, se la legge verrà approvata, tra i 200 e i 1000 euro, a seconda del numero di passeggeri che l’aereo può trasportare. Per le barche è prevista, invece, una tassa fissa variabile dai 1000 euro, per dimensioni tra i 14 e i 16 metri, ai 20 mila euro previsti per imbarcazioni lunghe più di 30 metri.

Fonte:miaeconomia.it

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