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Ristrutturazioni: il 2005 è un anno record

Lo sconto fiscale sulle ristrutturazioni chiude il nono anno di vita con un record: nel mese di dicembre 2005 - secondo la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate, ’Fiscoggi’ - sono state oltre 35mila le comunicazioni di inizio lavori inviate al Centro operativo di Pescara, l’agenzia incaricata della ricezione delle domande. Un risultato che supera il precedente picco segnato nel 2002, il miglior anno in assoluto nella serie storica.

Il perché è presto detto. Con la Finanziaria 2006 le regole del gioco sono cambiate. Fino al 31 dicembre dello scorso anno il bonus fiscale consisteva in una detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute, e nella possibilità di pagare un’aliquota Iva ridotta al 10% su materiali e servizi.

Ora, dal 1 gennaio di quest’anno, la detrazione Irpef è tornata all’originario 41%, ma in compenso l’Iva è risalita al 20%. Calcolatrice alla mano dev’essere risultato più conveniente il vecchio regime, e questo potrebbe spiegare la corsa alle ristrutturazioni del mese di dicembre che ha portato il totale delle comunicazioni presentate nel 2005 a 342.396 e il totale generale dal 1998, primo anno di applicazione dell’agevolazione, a quasi 2,5 milioni di domande.
Nella suddivisione per macroaree geografiche continuano a primeggiare Nord-Ovest (35,01 per cento) e Nord-Est (34,70), mentre tra le singole regioni la fa sempre da padrona  l’Emilia Romagna.

Invariate le altre condizioni per godere dell’agevolazione. Il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione rimane a 48mila euro, da ripartire in dieci anni tranne che per i contribuenti che hanno compiuto 75 e 80 anni che possono ripartire la detrazione, rispettivamente, in cinque e tre anni.
Per poter usufruire della detrazione Irpef sulle spese sostenute, il contribuente deve
eseguire il pagamento tramite bonifico bancario o postale, dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale di chi sostiene la spesa e il codice fiscale (o la partita Iva) del
beneficiario del pagamento.

Fonte:miaeconomia.it

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