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Riscaldamento: meglio il camino del gas!

Energia ecologica, risparmio economico e atmosfera per riscaldare la casa: oggi è possibile, unendo tecnologia ed etica, con i termocamini, alimentati a legna e a gas, o a pellet e gas in modo combinato; esclusivamente a legna; a legna e pellet o solo a pellet. Il pellet è una nuova tipologia di combustibile entrata in uso in Italia dagli anni ’90 e costituita da rimasugli di legno pressati senza l’aggiunta di vernici, collanti o altri elementi sintetici.
È quindi molto ecologico e con una migliore resa rispetto alla legna perché privo di umidità residua. La maggior quantità di calore, però, si paga: il pellet costa 0,23 euro a kilo, circa il doppio della legna: 0,12 euro. In compenso è molto più pratico per chi vuole installare un camino in un appartamento, magari in città, dove può essere più difficile trovare, trasportare e conservare la legna.
La spesa da affrontare per installare un caminetto è piuttosto ingente e si differenzia in base alle singole necessità e scelte estetiche. In ogni caso, comunque, bisogna tenere presente che il termocamino inteso come macchina centrale, costa dai mille ai 4mila euro (sia ad aria che ad acqua), e che per il rivestimento esterno si parte dai 1.500/2mila euro e si può salire ad oltranza in base alla grandezza, ai materiali, alle decorazioni e così via.
A questo va aggiunto il costo del l’allaccio all’impianto o della creazione di un sistema di riscaldamento che varia in base alla molteplicità di soluzioni e che risente di diverse variabili come la presenza, la dimensione e lo stato della canna fumaria, la grandezza dell’abitazione, il posizionamento del camino e così via. Come orientamento, per l’installazione di un camino ad aria, in base alla lunghezza della canalizzazione (compresi raccordi, bocchette e così via) la spesa da aggiungere è tra i 600 e i mille euro; per un impianto ad acqua con allaccio ai termosifoni si parte dai 700. La spesa sale, anche di parecchio, per soluzioni più particolari. In ogni caso, il consiglio è di aver chiaro il proprio obiettivo e verificarlo chiedendo un sopralluogo per studiare insieme ai tecnici l’opzione più congeniale alla propria realtà abitativa.
Di contro, una volta optato per un sistema alimentato in tutto o in parte a legna o a pellet, la riduzione dei consumi è notevole. Per la produzione di 1 Kw di energia con il gas, infatti, spendiamo all’incirca 0,20 euro, mentre con 0,36 euro di legna possiamo produrne 10.
La Palazzetti di Porcia (Pordenone) propone modelli compatibili sia con i termosifoni classici che con gli impianti radianti a pavimento, a parete o a soffitto. Possono essere utilizzati inoltre per la produzione di acqua calda sanitaria, che rimane a disposizione anche a camino spento, grazie alle basi di accumulo. Per evitare di dover accendere il fuoco d’estate, sono integrati con l’energia solare. L’alternativa proposta anche da altre aziende produttrici, tra cui Edilkamin, è l’alimentazione sia a legna che a gas.
Per quanto riguarda il sistema ad aria, invece, il calore è convogliato in condotti flessibili di alluminio, portati lungo i muri delle stanze da riscaldare in cui vengono predisposte le bocchette per la fuoriuscita di aria calda. Naturalmente questa soluzione sarà più semplice da attuare nella fase di progettazione di una casa, ma è possibile realizzarla anche in un’abitazione già vissuta, in modi diversi: Palazzetti propone il percorso dall’alto, creando controsoffitti o percorsi che si adeguano alla struttura dell’abitazione in cartongesso, mentre il Multifuoco System di Piazzetta prevede la diffusione del calore dal basso, con diramazioni di tubo flessibile, ciascuna non superiore ai 5-6 metri, sotto il pavimento o il battiscopa.
Entrambi i sistemi, anche di altre ditte, come Celsius Italia, Clam, Mcz Caminetti, Jolly-Mec sono caratterizzati dal focolare chiuso con una porta di vetro termico. È per questo che i termocamini possono sfruttare l’80-85% del calore fornito dal combustibile, rispetto al 10-20% dei caminetti tradizionali aperti. L’atmosfera del fuoco scoppiettante rimane, anche se in modo diverso, e nel contempo si riscalda la casa, spendendo meno e rispettando l’ambiente - anche se la Regione Lombardia ha emesso il 14 febbraio scorso la delibera 1898 che vieta l’utilizzo della legna da ardere ma solo se usata per integrare i sistemi di riscaldamento domestici tradizionali - e non si perde la possibilità di cucinare alla fiamma.

Fonte: ilsole24ore.com
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