Il mattone cambia con il decreto Bersani
Passa anche per il settore immobiliare la strada che il Governo vuole percorrere per procedere al risanamento dei conti pubblici. Le prime indicazioni sono già arrivate dal decreto Bersani ma si attendono altre misure dal Documento di programmazione economico-finanziaria. A partire, ad esempio, dal ripristino della tassa di successione, abolita nella precedente legislatura. Il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, è già intervenuto per rassicurare i cittadini, spiegando che l’imposta riguarderà solo la terza casa. La tassa di successione in generale dovrebbe coinvolgere non più del 10% dei contribuenti.
Così come quando era in vigore, ha precisato. Quando, cioè, stando ai dati del 2001, anno precedente all’abolizione, da questa imposta arrivarono 1,3 miliardi di lire: poco più di 650 milioni di euro. Gli italiani, però, non sembrano fidarsi e, per evitare brutte sorprese, si rivolgono ai notai per effettuare donazioni. Il settimanale Economy ha fatto il punto, diffondendo i dati della Cassa Nazionale del Notariato. Cifre che mostrano come, nei primi tre mesi dell’anno, siano già state 27.835 le donazioni di case, con un aumento del 23,4% rispetto allo stesso periodo del 2005.
Una tendenza che, nella seconda metà dell’anno, è prevista in ulteriore aumento e non è certo un caso che, se consideriamo solo le donazioni con mantenimento di usufrutto, la percentuale di crescita rispetto al primo trimestre del 2005 sale al 37,5%. Una scelta, quindi, che altro non sembra che un tentativo di mettersi al riparo dai possibili effetti della rinnovata misura fiscale. Intanto, in attesa di conoscere quali saranno le decisioni del Governo, ci sono già dei cambiamenti con cui fare i conti: quelli previsti dal decreto Bersani. Una la parola d’ordine del pacchetto normativo: combattere l’evasione fiscale. Per questo, i contenuti di atti notarili e compromessi diventeranno ora molto più dettagliati.
Bisognerà infatti indicare il reale valore della compravendita e non solo il valore catastale dell’immobile. A tutela dei cittadini, però, è prevista una riduzione del 30% delle tariffe notarili, calcolate proprio sulla base del valore dell’atto. Quanto alle imposte sull’acquisto, continueranno a essere pagate sul valore catastale, ma solo per chi comunica il prezzo reale con esattezza. In caso contrario, è su quest’ultimo, una volta accertato, che avviene l’imposizione fiscale, a cui si aggiunge l’obbligo di versare la cifra elusa. Anche le modalità di pagamento dovranno essere comunicate con precisione così come le informazioni relative ad eventuali operazioni di intermediazioni di cui ci si è avvalsi per la compravendita. Infine, in caso di ristrutturazioni, per beneficiare dell’agevolazione del 41% sull’Irpef, sarà necessario indicare separatamente il costo della manodopera.