I servizi

in collaborazione con:

  

 

Altri servizi

Contratti, tabelle, calcoli, indicazioni semplici e utili in materia di immobili.
 

L'ANCE contro la Manovra Bersani

Una manovra fiscale che va “radicalmente riformata”. Non usa mezzi termini Claudio De Albertis, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili. Nel mirino c’è la riforma prevista dal decreto Bersani sulle operazioni di compravendita immobiliare. Il dito è puntato, prima di tutto, contro le misure che determinano un aumento dell’imposizione fiscale: la sostituzione dell’Iva con la tassa di registro, da versare al momento dell’acquisto di un immobile, e l’innalzamento dall’1% all’11% dell’imposta di registro sui trasferimenti di aree e di immobili da ristrutturare. Più di una perplessità è stata però espressa anche nei confronti di quelle misure che il Governo intende adottare per combattere l’evasione fiscale. Non nell’obiettivo in sé ma a causa di modalità che rischiano di creare, accanto ai benefici auspicati dal Governo, anche dei danni al settore delle costruzioni. A partire dalla norma secondo cui la responsabilità dei versamenti dell’Iva dovuto ai subappaltatori viene trasferita agli appaltatori. Prima, spiega l’associazione, la fattura emessa dall’appaltatore al subappaltatore comprendeva sia il corrispettivo, sia l’Iva. Ora, invece, viene versato solo il corrispettivo. L’Iva resta a disposizione dell’appaltatore che può versarla allo stato ma anche compensarla, nel caso in cui abbia dei tributi a credito. Compensazione che invece il subappaltato non può effettuare: non riceve l’Iva dal committente ma la paga ai fornitori. Il tutto si traduce in una minore liquidità che diventa ancora più dannosa se si considera che, per i rimborsi, si può aspettare anche degli anni. Obiettivo del Governo è quello di impedire che il subappaltatore, una volta ricevuta l’Iva, non la versi nelle casse dello stato. Non tutti però fanno e in questo modo, spiega l’Ance, e così sono proprio gli onesti a essere penalizzati. La nuova misura deve essere approvata dalla Commissione Europea che ha già dato parere favorevole a una norma simile, approvata in Austria. In quel Paese, però, precisa l’associazione, il funzionamento dei rimborsi è molto più efficiente. Problemi si delineano, secondo l’Ance, anche per la norma che rende l’appaltatore responsabile della regolarità dei versamenti fiscali e contributivi che il subappaltatore deve corrispondere a dipendenti e collaboratori. Fin quando non sia dimostrata questa regolarità, l’appaltatore può bloccare i pagamenti: scelta che diventa quasi obbligata se si considera che le sanzioni arrivano fino a 200mila euro. Il timore dell’Ance è che questo blocco possa diventare sistematico visto che non è certo facile dimostrare gli avvenuti versamenti. Non esiste un apposito documento. Il modulo F24, all’interno del quale vengono riportati tutti i versamenti fiscali e contributivi, parla di cifre complessive e richiedere la busta paga di ogni singolo lavoratore diventa piuttosto complesso.
info@mycase.it » Iniziativa editoriale Naytes » Via Emilia all'Angelo, 33/d - 42124 Reggio Emilia » Tel. 0522/308342 » P. IVA: 01941930354 » Privacy Policy » Powered by Medianet » Mappa del sito