Mercato immobiliare: c'è ancora voglia di casa
L’atteso calo dei prezzi è rimandato. Intanto, a trainare le quotazioni, ci pensano le periferie. L’analisi dell’Osservatorio del mercato immobiliare del centro studi Nomisma, registra infatti valori in aumento per gli immobili residenziali. Per i prossimi anni, però, la tendenza sembra destinata a invertirsi. Nei primi sei mesi del 2006, i prezzi sono aumentati del 3,7%, rispetto al +3,1% del secondo semestre dell’anno scorso. Alcune città, però, iniziano a segnare il passo. A Milano e Torino, infatti, si sono registrate delle tendenze negative.Cali contenuti e relativi solo ad alcune zone che, però, possono essere letti come un campanello d’allarme per i prossimi anni. Se aggiungiamo poi che la crescita delle quotazioni su base annua, con il suo +6,8%, è la più contenuta dal 2000, ecco poste le premesse per le previsioni di Nomisma. Il 2007 dovrebbe registrare un nuovo aumento, anche superiore all’ultimo dato e pari cioè al 4,4%. Ben diverse, però, le attese per il periodo successivo. Secondo il centro studi bolognese, infatti, nel 2208, i rialzi non supereranno lo 0,2% per poi girare in territorio negativo. Le attese per il 2009, infatti, parlano di una flessione dello 0,1%.
Previsioni che Nomisma ha elaborato considerando le tendenze che si profilo a livello macroeconomico. A frenare lo sviluppo del mercato residenziale sarebbe dunque, prima di tutto, la ripresa della politica rialzista dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea. Dovrebbe inoltre pesare anche la diminuzione degli investimenti dedicati al settore delle costruzioni. Dopo la corsa degli ultimi sette anni, con una crescita media annua del 3,5%, il comparto inizia infatti a rallentare. Bisognerà inoltre valutare l’impatto sul livello dei prezzi del Decreto Bersani, una volta trasformato in legge e archiviate le modifiche su cui anche gli esponenti del Governo oramai concordano.
Intanto, a guidare i rialzi, sono le zone periferiche. Considerando Milano, ad esempio, le quotazioni dell’hinterland hanno registrato un aumento del 3,5%, mostrando così una marcia in più rispetto al +0,5% del centro e al +1,3% delle zone di pregio. Ma, soprattutto, in deciso contrasto con il calo dello 0,3% delle zone semicentrali. Una tendenza confermata anche dalla capitale. A Roma, infatti, la periferia ha visto crescere i prezzi del 7,1%: ben più del 4,8% registrato nelle zone centrali.
