Il Decreto Bersani scontenta il mattone
Le reazioni non sono certo paragonabili all’ostruzionismo con cui i tassisti continuano a bloccare il traffico delle maggiori città italiane, ma il decreto Bersani ha suscitato polemiche anche nel mondo immobiliare.Dissensi che riguardano, prima di tutto, il metodo utilizzato e cioè la mancata apertura di un tavolo di confronto precedente al provvedimento.
C’è poi anche chi entra nel merito, come le associazioni di categoria degli agenti immobiliari. La novità più rilevante del decreto riguarda la necessità di dichiarare il prezzo reale e non semplicemente il valore catastale dell’immobile oggetto di un’operazione di compravendita.
L’obiettivo è quello di impedire il fenomeno dell’evasione fiscale. Nell’atto notarile, dovrà essere infatti indicato anche l’eventuale importo pagato agli intermediari immobiliari. Attraverso un semplice confronto con il valore dell’immobile sarà dunque molto più semplice accertare che non ci siano state cifre corrisposte in nero, avviando automaticamente degli accertamenti nel caso in cui i conti non tornino e costringendo così gli evasori a versare l’importo eluso.
Un principio che, in generale, trova d’accordo anche i sindacati degli agenti immobiliari. Fimaa-Confcommerico, Fiap-Confindustria/Confedilizia e Anama- Confesercenti hanno però puntato il dito contro quelle che, in una nota congiunta, vengono definite norme, per certi aspetti, incongruenti. A poco serve, cioè, creare misure per combattere l’evasione fiscale se poi, con la liberalizzazione delle professioni, viene favorito un abusivismo che finisce per alimentarla.
Altro aspetto contestato è la decisione di sopprimere la Commissione mediatori presso le Camere di Commercio: unico momento di confronto e, allo steso tempo di tutela del mercato e dei consumatori, spiegano le tre sigle sindacali. Parole dure anche per l’esclusione degli agenti immobiliari dalla commissione d’esame per l’iscrizione al ruolo di intermediari immobiliari: una disposizione considerata discriminatoria per la categoria.
Di carattere più generico, invece, le critiche del presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani. “Non vi è stata alcuna concertazione” – lamenta il numero uno dell’Associazione, precisando inoltre che “nulla viene innovato rispetto alla logica di tassare gli immobili sulla base dell’incostituzionale criterio del loro valore anziché della loro redditività, continuamente in calo”.
