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Ristrutturazioni: dal 1 Ottobre si cambia

Nuove regole per chi vuole ristrutturare casa approfittando del bonus fiscale. E, tra cambiamenti relativi a Iva, Irpef e tetto massimo di spesa, il bilancio non è favorevole per i contribuenti. Le novità entreranno in vigore il primo ottobre e c’è chi è già pronto a scommettere che, dopo un’accelerazione delle richieste da qui a settembre, per usufruire delle vecchie regole, le domande tenderanno a diminuire. Un rallentamento che smentirebbe la tendenza mostrata sin dall’entrata in vigore delle agevolazioni.

Stando ai dati dell’Agenzia delle Entrate, infatti, gli italiani che dal 1998 si sono serviti del bonus sono stati più di 2milioni e 600 mila, con il primo semestre del 2006 che ha registrato un nuovo incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Bisognerà ora vedere come reagiranno alle novità apportate, in sede di conversione definitiva, alle misure contenute nel Decreto Bersani. Misure in virtù delle quali, nel Modello Unico 2007, i contribuenti dovranno distinguere le spese sostenute entro il 30 settembre da quelle successive.

Da una parte, torna l’Iva agevolata al 10%, e non più al 20%, ma dall’altra la detrazione Irpef scende dal 41% al 36%. Se però la prima misura vale solo per le manutenzioni, la seconda si estende invece a tutti i tipi di intervento. Non certo convenienti sono poi i cambiamenti relativi alla spesa massima su cui applicare la detrazione. Non in termini di valori assoluti, con il tetto sempre fissato a 48mila euro.

Tale valore verrà però calcolato su ogni abitazione e non più riferito, come prima, alla persona fisica e alla singola unità immobiliare. Una differenza non da poco. Consideriamo ad esempio una spesa di 80mila euro, effettuata da due comproprietari, rispettivamente, per il 75% e il 25%. Con le vecchie regole l’importo era totalmente deducibile. Dal primo ottobre, invece, il bonus riguarderà solo 36mila euro per il primo proprietario e 12mila per il secondo: cifre ottenute calcolando separatamente il 75% e il 25% del tetto massimo fissato.

A partire dal 4 luglio inoltre, è stato introdotto l’obbligo di indicare il costo della manodopera, pena l’impossibilità di usufruire dell’agevolazione. Una sanzione, quest’ultima, prevista fin ora solo per infrazioni più gravi, come l’esecuzione di opere diverse da quelle dichiarate o l’utilizzo di modalità di pagamento diverse dal bonifico bancario. Inoltre, in caso di contestazioni o revoche effettuate a posteriori, si potrà incorrere in una multa compresa tra il 100% e il 200% della differenza tra l’importo previsto dalla dichiarazione e quello da versare a seguito dell’accertamento.

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