Stop agli sfratti!
Il provvedimento di più ampia portata degli ultimi 30 anni: il Governo ha approvato un blocco degli sfratti che dà parallelamente il via all’elaborazione di un piano di intervento a favore delle famiglie coinvolte. La sospensione riguarda i prevvedimenti varati per termine di locazione, salvi i casi di morosità, e ha una durata di 8 mesi: terminerà quindi ad agosto.Nel caso in cui si tratti di immobili di grandi proprietari, come banche, assicurazioni o istituti di previdenza, si sale però a 18 mesi. Secondo una prima stima del ministero della Solidarietà sociale, le famiglie coinvolte sarebbero circa 26mila. Gli inquilini dovranno dimostrare di non avere case di proprietà e rientrare in specifici requisiti.
Il blocco è riservato alle cosiddette categorie a rischio: soggetti deboli dal punto di vista sociale, economico o finanziario. Un primo paletto è disposto dal reddito lordo annuo del conduttore che deve essere inferiore a 27mila euro. Altre caratteristiche riguardano poi il suo nucleo familiare, intendendo per esso, come recita il provvedimento un “rapporto dotato di un grado di stabilità e continuità tale da consentire di definirlo, a prescindere da relazioni di coniugio, parentela o affinità, come afferente a un nucleo familiare”.
Tra i componenti devono infatti figurare particolari categorie: malati terminali o portatori di handicap con invalidità di oltre il 66%, persone di età superiore ai 65 anni o figli a carico. Rientrano anche i residenti in capoluoghi di provincia, comuni con essi confinanti o caratterizzati da un’alta densità abitativa.
Il provvedimento è sicuramente importante per tutte quelle famiglie che rischiano di ritrovarsi senza una casa ma, al tempo stesso, ha suscitato le critiche delle associazioni che tutelano i diritti dei proprietari immobiliari. Una lesione del diritto di proprietà che penalizza ancora di più una categoria che già deve fare i conti con una gestione degli sfratti che richiede lunghi contenziosi: questa la critica unanime.
I proprietari, almeno, possono consolarsi con alcuni benefici stabiliti dal Governo: l’esenzione o la riduzione dell’Ici e la possibilità di aumentare del 20% il canone di affitto. Ma, forse, il vantaggio maggiore è dato dal piano triennale di intervento che gli enti territoriali dovranno elaborare per trovare una soluzione definitiva, soprattutto per quelle famiglie che hanno usufruito dell’ultima proroga e sono in attesa dell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
