La BCE alza ancora i tassi: nuova stangata sui mutui
Brutte notizie per le famiglie alle prese con prestiti e finanziamenti per ripagare le rate della macchina, della macchinetta digitale, della vacanza e soprattutto del mutuo di casa. Il rialzo al 4% del costo del denaro, deciso dalla Banca Centrale Europea, sta infatti costando molto caro a chi negli scorsi anni si è indebitato.
Qualche buona notizia tuttavia non manca, visto che il decreto Bersani sulle liberalizzazioni ha obbligato le banche ad aumentare contemporaneamente tassi attivi e passivi. Il che significa che a crescere con i tassi di riferimento saranno anche i tassi di interesse sui conti correnti. Qualche beneficio arriverà inoltre anche per le famiglie che decideranno di investire in Bot e Cct i cui rendimenti saliranno a partire dalle prossime aste.
Le dolenti note ci sono quindi per i mutui, cresciuti enormemente negli ultimi anni: secondo Bankitalia, dal 2004 al 2006 l’ammontare è passato da 184 miliardi a 225 miliardi di euro.
I conti in tasca alle famiglie li ha fatti l’Adusbef.
Per un mutuo di 100.000 euro a 10 anni con un tasso del 5,75% l’Associazione calcola un rincaro di 148,80 euro l’anno. Per lo stesso importo, con lo stesso tasso del 5,75%, a 15 anni l’aumento della rata annuale sarà invece di 159,60 euro annui, mentre a 20 anni l’aumento è di 170,40 l’anno. Per un mutuo invece da 200.000 euro il rincaro a 10 anni è di 297,60 euro l’anno, a 15 anni è di 319,20 e a 20 anni è di 340,80 l’anno.
A compensare, almeno in parte, gli aggravi dovrebbero arrivare i rialzi contestuali dei tassi di interesse. Il decreto Bersani, rafforzato da una circolare emessa a fine febbraio, stabilisce infatti la simmetria tra l’adeguamento dei tassi attivi e di quelli passivi. Adottare le indicazioni dettate dalla Bce non è obbligatorio. Tuttavia, se la banca decide di applicare il rialzo ai tassi sui prestiti deve farlo obbligatoriamente anche sui depositi.
L’aumento dello 0,25% dei tassi - ricorda l’Adusbef - costerà infine allo Stato italiano, indebitato per 1.607 miliardi di euro, la somma a breve (12 mesi) di 0,86 miliardi di euro (su CCT e BOT), di 4 miliardi di euro sul totale del rinnovo del debito pubblico (1.607,721 miliardi di euro).
Ecco una tabella che mostra l’aumento della rata mensile di un mutuo da 200mila euro a 10, 15 e 20 anni con un rialzo del tasso dello 0,25% dal 5,50% al 5,75%.
Durata mutuo Vecchia rata Nuova rata Var.mese Var.anno
10 anni 2.170,60 2.195,40 24,80 297,60
15 anni 1.634,20 1.660,80 26,60 319,20
20 anni 1.375,80 1.404,20 28,40 340,80
(dati Adusbef)
