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ICI in discesa dal 2008

Prevista dal 2008 la riduzione dell’Ici sulla prima casa. Questo uno dei punti fondamentali emerso dal Documento di Programmazione economico e finanziaria 2008-2011 che all’unanimità il Governo ha approvato.

L’esecutivo ha ritenuto necessaria una riforma delle detrazioni con l’obiettivo di “ridurre la tassazione e favorire una migliore distribuzione del carico tributario”.

Allo stesso tempo, per preservare il reddito di chi non possiede un’abitazione sono stati previsti aiuti, sotto forma di detrazioni in funzione delle aree geografiche, anche a favore di coloro che sono in affitto. In arrivo, anche, una revisione della tassazione dei redditi da locazione nel contesto dell’attuazione dei più generali principi di delega per la riforma della tassazione dei redditi da capitale.

In particolare, la franchigia sull’Ici per la prima casa - in base a quanto previsto dal ddl sulle rendite finanziarie - da 103 a 290 euro parametrandola all’imposta media dei comuni che hanno tra a 100mila e i 250mila abitanti.

L’intenzione del Governo è di “ridurre la tassazione sulla prima casa sia di proprietà che in affitto. Ci vorranno tempo e risorse, ma l’obiettivo è quello. Il decreto delegato - ha detto poi - definirà tempi e modi di attuazione del taglio dell’Ici a partire dal 2008, come confermato dal Dpef, tenendo conto delle risorse che verranno stanziate in Finanziaria. Lo stesso testo graduerà la franchigia a seconda delle dimensioni dei comuni”.

Il primo intervento sull’Ici arriverà quindi con la prossima Finanziaria con la quale si inizierà ad abbassare il peso del fisco sulla prima abitazione, in affitto o di proprietà. Ma l’obiettivo del Governo è più ampio e si pensa ad un percorso graduale: una volta varata la riforma degli estimi che, invece che sui vani si baserà sui metri quadri, si prevede infatti di arrivare ad una franchigia per l’Ici per appartamenti fino ai 150 metri quadrati, sia pure gradualmente.

Intanto però il meccanismo che sarà messo a punto prevede un calo della pressione fiscale sia sulle prime case di proprietà che su quelle in affitto. Il governo punta a risolvere l’emergenza abitativa alleggerendo gli affitti, con meno tasse sulla prima casa e offrendo prime case a prezzi più ragionevoli, ad esempio attraverso una detassazione dei canoni concordati per i proprietari che scegliessero questa via invece dell’affitto libero.

Si potrebbe inoltre ampliare anche l’attuale intervento di detassazione dei mutui. Complessivamente il costo della riforma per arrivare alla franchigia di 290 euro è pari a circa 2,5 miliardi ed è prevista, per i Comuni che vedranno calare il loro gettito, una compensazione integrale da parte dello Stato

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