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Il Governo vara le politiche Low Cost per la casa, sarà vero?

Gli affitti a Roma sono cresciuti dal 2000 a oggi dell'84%. Inoltre il 14 ottobre 2007 scadrà l'ennesima proroga degli sfratti esecutivi che per molte famiglie si preannuncia come un vero disastro. L'emergenza casa tiene sempre banco

Il nome che gli hanno dato è in linea con i tempi e le abitudini dei giovani della low cost generation, appunto. Low cost è infatti l’imperativo categorico di chi, fra i 20 e gli anni della pensione, si sposta di qualche metro dalla casa di mamma e papà.

Adesso però arrivano anche le case low cost che dovrebbero consentire a giovani e meno giovani a lasciare il tetto sotto il quale sono stati concepiti e allevati. Secondo quanto riferisce il Corriere del 20 settembre almeno per i giovani (studenti e fuori sede) starebbero per arrivare case low cost. Ad annunciarlo è il ministro per le Politiche giovanili, Giovanna Melandri: «C’è già una norma nella Finanziaria 2007: è una detrazione fiscale per scaricare fino al 19% annuo le spese dell’affitto, cioè fino a 2.633 euro.»
Per ora ne usufruiscono solo gli studenti fuori sede.
«Ma - promette il ministro - vorrei estendere la detrazione nella prossima Finanziaria ai ragazzi dai 18 ai 35 anni”. E va oltre Zapatero (”non aspettiamo lui per pensare ai giovani…”) annunciando: “Case low cost per la generazione low cost.»

Le fa eco il ministro Di Pietro con un’iniziativa che qualche giorno fa ha visto a Roma la Conferenza nazionale sulle politiche abitative, presente la stessa Melandri e molti altri ministri.

Segno che quello della casa è ancora un problema gravissimo non solo per i giovani ma per molte famiglie italiane (a Roma gli affitti sono cresciuti dell’84% dal 2000 a oggi, e su tante famiglie incombe il disastro dello sfratto esecutivo dato che l’ultima proroga scadrà il 14 ottobre 2007).

Di Pietro ha annunciato che a fine mese proporrà in Consiglio dei Ministri un nuovo Piano Casa che fra gli altri provvedimenti dovrebbe prevedere anche un fondo per il sostegno agli affitti.

Intanto, anche per dar conto dei provvedimenti già in essere, l’Unità è andata a intervistare sul tema la Meandri: «Come sta andando la detrazione dell’affitto agli studenti fuori sede?
“I dati arriveranno l’anno prossimo con le dichiarazioni dei redditi. Per noi la misura è molto importante, perché centra diversi obiettivi. Aiuta i giovani ad uscire da casa, fa emergere i redditi dei proprietari, aiuta le famiglie dei ragazzi che studiano. La norma attualmente in vigore prevede la possibilità di detrarre 2.600 euro annui dalla locazione. Essendo gli studenti per lo più incapienti, la possibilità si estende ai genitori”.
Quest’anno stessa norma?
“Quest’anno puntiamo ad estendere questa misura anche ai giovani che non studiano ma lavorano. Gli universitari fuori sede attulmente in Italia sono 500mila. Ma i ragazzi intorno ai 30 anni che vivono ancora con i genitori sono molti di più: dobbiamo rendere autonomi 4,5 milioni di persone tra i 25 e i 35 anni. Abbiamo cominciato a farlo anche con il decreto appena varato assieme al Dpef”.»

Sul versante “giovani”, fra le notizie di Alice, postato da Apcom, si poteva leggere il 20 settembre scorso la presa di posizione di Beatrice Lorenzin, coordinatore nazionale dei giovani di Forza Italia, in replica alle parole del Ministro Melandri sulle case ‘low cost’. «Altro che case low cost, nelle città governate dal centro-sinistra, non c’è traccia di realizzazione di case convenzionate in affitto permanente. A fronte dei milioni di metri cubi che si realizzeranno nei prossimi anni nelle grandi città italiane governate dalla sinistra, in primis Roma, non si è deciso - dice Lorenzin - di fare alloggi per sopperire la domanda di affitto. Diciamo alla Melandri: ‘Vatti a fare un giro alla Garbatella e a Ostiense, vicino a Roma 3 e troverai affitti per posto letto a 350 euro al mese in nero’. Basta dare un’occhiata alle bacheche universitarie per far emergere un vergognoso traffico di case a danno degli studenti e dei giovanissimi.»

Eppure le intenzioni sono (erano buone).

Nel Piano nazionale giovani stilato dalla ministra a febbraio di quest’anno, c’era (c’è) un paragrafo che suona come un impegno preciso: «Favorire l’accesso alla casa per i giovani».

E come?

«Il Governo ha già istituito presso il Ministero per l’Attuazione del Programma, un Tavolo interministeriale che è al lavoro con l’obiettivo di individuare tutti gli strumenti necessari per rimuovere gli ostacoli che le giovani generazioni incontrano sul mercato immobiliare per acquistare o affittare una casa. In tal senso il provvedimento sul disagio abitativo approvato dal Parlamento nel febbraio del 2007 indica esplicitamente l’obiettivo della presentazione di un Piano nazionale per la casa

Non resta che sperare nei Tavoli, a quanto pare!

 
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