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Spett. Amministratore. Sono proprietario di un appartamento servito da teleriscaldamento e sprovvisto di contabilizzatori del consumo dell’acqua calda, sanitaria …

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Spett. Amministratore. Sono proprietario di un appartamento servito da teleriscaldamento e sprovvisto di contabilizzatori del consumo dell’acqua calda, sanitaria e riscaldamento. Poichè le suddette spese sono spropositate, solo per l’acqua € 450 annue circa a persona, pensavo di distaccarmi dall’impianto centralizzato installandone uno autonomo ad alta prestazione energetica, come previsto dalla normativa statale e regionale, contribuendo quindi, solo alle spese di manutenzione straordinaria degli impianti. L’amministratore mi ha risposto che comunque addebiterebbe una quota dei consumi. Sono dell’avviso che la quota consumi debba venire addebitata solo se i locali sono vuoti e centralizzati. La ringrazio della cortese risposta ed auguro buon lavoro. Ezio Biagioni

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Pubblicato da (Domande: 119, Risposte: 0)
Chiesto su 25 Gennaio 2018 15:59
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Domanda pubblica
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Risposta privata

Alla sua domanda non è possibile dare una risposta certa. In merito, ci sono discrasie tra la linea di pensiero prettamente “legale” e la linea di pensiero “termotecnica/impiantistica”, ovvero: 1) ASPETTO LEGALE: il riformato Art. 1.118CC è chiaro nel prescrivere che “il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto….ecc.”. In questo contesto il codice civile è chiaro e, come da sua opinione, sembra altrettanto chiaro che, in caso di distacco, lei non dovrà partecipare ad una quota parte di spese di dispersione dell’impianto (consumi) ma solo per le spese manutentive. 2) ASPETTO IMPIANTISTICO: poichè gli impianti centralizzati di teleriscaldamento hanno comunque una dispersione di calore dovuta alla circolazione dell’acqua calda nelle tubazioni a partire dalla sottocentrale fino a raggiungere ogni singolo appartamento, è consuetudine addebitare una quota parte dovuta alla dispersione del calore sprecato nelle tubazioni, quota che spesso viene quantificata da un minimo di un 20% ad un massimo del 50%. La stessa Iren, quando posa un nuovo impianto con teleriscaldamento ripartito (con contabilizzatori del calore) chiede all’amministratore la percentuale di dispersione da addebitare in millesimi di riscaldamento, a prescindere dal consumo effettivo dei contabilizzatori. Torniamo alla sua domanda: detto questo i termotecnici sostengono che, se il distaccato non partecipa alla spesa della sua quota di dispersione ma solo alla manutenzione straordinaria, la quota di dispersione del suo appartamento ricadrà sugli altri partecipanti al condominio. Ricadendo sugli altri, questo farebbe risultare un aggravio delle loro spese e, pertanto, non sarebbe rispettato l’Art. 1.118CC nella parte dove condiziona il distacco a non aggravare le spese agli altri condòmini. In conclusione: TI DISTACCHI SENZA PAGARE LA QUOTA DI DISPERSIONE? ALLORA FINISCE CHE LA PAGANO GLI ALTRI, I LORO COSTI AUMENTANO, NON VIENE RISPETTATA UNA CONDIZIONE DI DISTACCO PERCHE’ AGGRAVI LE LORO SPESE E QUINDI NON TI PUOI DISTACCARE. Una risposta certa, quindi, non c’è… stiamo aspettando le prime sentenze della Corte di Cassazione in materia. La ma opinione è, purtroppo per lei, che abbia ragione l’amministratore…. bisogna soltanto quantificare quanto è la quota di dispersione… risposta che può dare soltanto un termotecnico. Giulio Guidetti

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Pubblicato da (Domande: 0, Risposte: 14)
Risposto su 25 Gennaio 2018 16:00