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Consigli Utili

Cura e manutenzione delle piante aromatiche durante l’autunno

Finita l’estate, prima che cali il freddo invernale, è necessario occuparsi delle piante aromatiche del proprio orticello. Il periodo autunnale è perfetto per travasi e trapianti, propaggini e talee: ecco tutti i consigli per eseguire queste operazioni a regola d’arte.

Piante aromatiche

Volenti o nolenti, l’estate volge al termine e le temperature presto caleranno. È giunto quindi il momento di prendersi cura delle nostre piante aromatiche. In orto, giardino, vaso o pieno campo, poco cambia, il periodo settembre-ottobre è il migliore per dividere e mettere a dimora le piante aromatiche. Specie per specie scopriamo quali sono le operazioni più importanti e necessarie per superare l’inverno indenni.

Le principali piante aromatiche.

Precisiamo, prima di passare in rassegna le varie piante, che ci vive in regioni a inverni miti avrà più tempo per queste operazioni. Andranno, però, comunque eseguite prima dell’arrivo del freddo vero, quindi entro metà-fine novembre. Chi, invece, dimora in luoghi a inverni davvero freddi e precoci, dovrà muoversi entro metà-fine ottobre, per dare alle

piante aromatiche

il tempo per assestarsi prima delle prime ghiacciate.

Piante con portamento strisciante o pulvinato.

Al calare delle temperatura, le piante aromatiche diminuiscono il proprio vigore vegetativo. È proprio questo il momento migliore per travasare, trapiantare e accrescere il nostro orto tramite propaggini e talee. Le piante aromatiche erbacee che si prestano a tutte queste operazioni sono, principalmente, quelle a portamento strisciante o pulvinato tendono a formare radici laddove i fusti toccano il terreno. Tra esse ricordiamo alcune delle più utilizzate in cucina, come maggiorana, menta, timo e origano.

Dopo essere state svasate e rinvasate, è necessario, in primo luogo, cimare le piante aromatiche vigorosamente. Attenzione a lasciare il colletto sempre a livello del terreno, coprendolo solo per 2/3 centimetri con terriccio molto sciolto. In questo modo i fusti saranno facilitati nel generare nuove gemme e arricchendosi di steli nella parte basale del fusto.

Una pianta di questo tipo che, però, non si presta bene alla conservazione, è il basilico. Questa particolare pianta aromatica, necessita di essere seminata a scaglioni per tutto il corso dell’anno. Semi e piantine in crescita, inoltre, dovranno sempre essere tenuti a temperature calde. La soluzione migliore sarebbe quella di piantare il basilico in autunno in una serra riscaldata.

Salvia.

La salvia, in autunno, si presta perfettamente alla riproduzione per talea. La tipica varietà da cucina, necessita infatti di periodica pulizia e potatura dei rametti secchi o in eccedenza. Questi ultimi possono essere piantati durante tutto l’anno, nella stagione autunnale, però, grazie alla sua facilità di attecchimento, il successo della talea è quasi certo.

Se volete una coltivazione particolarmente rigogliosa, qualche grano di concime minerale bilanciato o azotato è la soluzione ideale. Attenzione a non esagerare però, basta una punta di cucchiaino da caffè in vasetti da 15-20 centimetri.

Rosmarino.

Il rosmarino è una pianta aromatica davvero resistente. Per questo motivo è estremamente semplice riprodurla per talea, tanto in autunno, quanto durante inverni particolarmente miti. Il rosmarino, inoltre, non necessita di particolare potatura. Se, però, ritenete utile farlo, utilizzate i rametti, quelli meno lignificati sono i migliori, per farne talee, mettendone anche 3/4 per ogni vaso da 15 centimetri circa. In questa fase, irrigate ogni volta che lo strato superficiale di terriccio è asciutto.

Scopriamo come trattare le piante aromatiche durante l’autunno.

Lavanda.

A fiori secchi (e bruni), la lavanda necessita di essere potata. La lavanda, passateci il paragone, è come il maiale: non si butta via niente dalle spighe alle foglie, ai fusti, che possono diventare delle talee. Anche in questo caso, utilizzate i rami meno lignificati e con buone gemme, interrandoli poco in vasetti piccoli. Il terreno deve essere tenuto costantemente appena umido.

Finocchio.

Il finocchio selvatico, la varietà di norma utilizzata in cucina, perde la parte aerea in inverno, rigettando in primavera. Genera semi che, a seconda del clima, maturano tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. La maggior parte può essere utilizzata per la preparazione di numerose pietanze, ma conservatene una parte per una risemina futura.

Erba gatta.

Conosciuta principalmente per essere apprezzatissima dai gatti, l’erba gatta, in realtà, fa parte a tutti gli effetti delle piante aromatiche. Anzi, l’intera pianta è commestibile, in particolare i fiori: una piccola ricerca vi aprirà gli occhi su un mondo di ricette ancora inesplorato. La loro parte più curiosa è la foglia, che appena colta ha un sapore molto vicino a quello del formaggio. Essiccata, invece, ha una fragranza estremamente simile alla menta.

L’erba gatta preferisce essere coltivata in piena terra, poiché tende ad allargarsi parecchio. Predilige i terreni sciolti e umosi, drenanti, ma non secchi e un’esposizione che non sia direttamente al sole.

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