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11/09/2017

IL RITORNO DEL MATTONE DA COSTRUZIONE: RISPARMIO ENERGETICO ED ESTETICA RÉTRO

Il laterizio ha una grande tradizione in Italia e ultimamente è stato fortemente rivalutato per l'alta capacità di isolamento termico e la sua sostenibilità: grazie all'innovazione tecnologica è oggi uno dei materiali più utilizzati nell'edilizia.

Negli ultimissimi anni è salita alla ribalta la questione del risparmio energetico, un po’ a causa di bollette sempre troppo alte, ma anche a causa delle condizioni preoccupanti in cui versa il nostro Pianeta. Di conseguenza, ogni giorno si lavora per studiare materiali e forme di intervento sempre più efficaci, per garantire e offrire a tutti abitazioni più attente al consumo energetico e più rispettose dell’ambiente.

Uno dei temi caldi in questo senso è quello riguardante la dispersione termica degli edifici, a scanso di equivoci specifichiamo che la dispersione termica è quel parametro che indica l’incapacità di un edificio di trattenere il calore d’inverno, quando fuori la temperatura è più bassa che all’interno dell’immobile in questione, e viceversa di bloccarne l’ingresso d’estate, quando, invece, si cerca di mantenere la temperatura interna più bassa rispetto a quella esterna. A questo proposito uno dei materiali che sta tornando sulla cresta dell’onda è il mattone, considerato uno degli elementi strutturali migliori per proteggere il clima interno di un edificio e gli abitanti che ci alloggiano: non solo d’inverno, consentendo il giusto equilibrio fra isolamento termico e qualità dell’ambiente indoor, ma anche d’estate, limitando il passaggio del calore dall’esterno. Il mattone, inoltre, è un materiale dal grande fascino rustico, antico e insito nella tradizione edilizia italiana: vediamo insieme la proprietà di questo materiale e perché sempre più viene scelto come elemento per una nuova costruzione.

Capacità termica aerica interna.

Più di altri componenti, il laterizio, sia come struttura portante unica, che, come accade più spesso, abbinato a un’intelaiatura in genere in cemento, ha la capacità di isolare l’interno di un edificio dagli sbalzi termici esterni. Giovanna d’Anna, responsabile dell’area tecnica di ANDIL, l’Associazione Nazionale Industriale Dei Laterizi, ha così commentato il cambio nell’andamento dell’utilizzo del mattone come materiale da costruzione, proprio in virtù di questa sua alta capacità termica aerica interna: “Una specificità che è stata poco considerata in passato. Perché ci si è concentrati sulle performance invernali degli edifici. Ma lo scenario di recente è cambiato, a partire dalla normativa sui criteri minimi ambientali che la Pubblica Amministrazione deve tenere presente per bandire i cosiddetti appalti verdi”. Ma questo non è l’unico punto di forza del mattone: va, infatti, tenuto conto anche del suo valore estetico e del suo radicamento, come si diceva in precedenza, nella tradizione edilizia italiana, soprattutto se lo si confronta con altri materiali, come il legno o l’acciaio, che stanno sicuramente vivendo una lunga stagione di successo, ma che si limitano a mediare modelli esteri.

Fattore sostenibilità.

Inoltre, come spiegato da Alberto Pavan, docente del Politecnico di Milano e responsabile scientifico del progetto Innovance che punta ad una maggiore digitalizzazione del settore edile, il mattone possiede altre spiccate qualità che lo rendono sicuramente più sostenibile di altri materiali da costruzione: “Se ragioniamo in termini di sostenibilità il mattone deriva dall’argilla ed è naturale non meno del legno. Ma, soprattutto, in Italia è reperibile in diverse aree, ha molti luoghi di produzione e, di conseguenza, spreca poca CO2 per arrivare in cantiere. E, non ultimo, costa meno. Oggi il bim (Building Information Modeling: ovvero il metodo per l’ottimizzazione della pianificazione, realizzazione e gestione di un edificio) che consente di valutare il pacchetto intero di un manufatto, dalla progettazione alla gestione, ovvero se non ci si ferma a soppesare la sola fase di posa in opera, sta mettendo in luce proprio la competitività del laterizio”.

Dal punto di vista dell’aspetto antisismico.

Per quanto riguarda il problema della tenuta antisismica di un edificio, negli ultimi anni si è lavorato fortemente sulla deformabilità delle murature: grazie al progetto Insysme, sono state prodotte 10 diverse soluzioni per le tamponature in laterizio; due di queste, che prevedono rispettivamente giunti deformabili o scorrevoli, sono state sviluppate in Italia e sfociate in brevetti in via di industrializzazione, che saranno diffusi anche a Paesi ad alto rischio sismico. Ancora Giovanna d’Anna ci ha parlato dei benefici che questo tipo di intervento può portare ad un edificio: “Il risultato coniuga alte prestazioni energetiche e maggiore libertà nella composizione architettonica. Senza contare che il bim aumenterà anche le possibilità di impiego del mattone nei progetti di recupero parziale delle murature storiche, perché sarà possibile ricreare copie dei mattoni mancanti”.

Ricerca e sviluppo.

Ricerca ed evoluzione nello studio dei materiali sono fattori fondamentali di ogni lavoro su ogni tipo di tecnologia, e anche il mattone non fa eccezione: l’impiego massiccio dei blocchi rettificati in laterizione, unitamente all’utilizzo di una colla specifica al posto della malta, consente anche la creazione di pareti perfettamente liscie e livellate, una delle maggiori migliorie del settore.

La vera sfida del settore, però, è la formazione delle maestranze: passo dopo passo cresce senza sosta la qualità del prodotto, ma con esso deve aumentare anche la capacità di chi esegue materialmente la posa in opera di far fruttare questo materiale dalle molte sfaccettature e dalle spiccate caratteristiche. L’edilizia è ancora uno dei settori, insieme all’agricoltura, meno digitalizzati e accelerare su questo fronte significa recuperare un gap importante, che può fare la differenza.