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Innovazione & Tecnologia

Transizione 5.0: una grande opportunità per le imprese

Vuoi portare la tua impresa in una nuova era più green e digitale? Grazie ai fondi statali previsti per il biennio 2024-2025, puoi investire nella nella transizione digitale ed ecosostenibile della tua azienda.

Transizione

Sono a disposizione oltre sei miliardi di euro nel biennio 2024-2025 per le aziende italiane che investono nella duplice transizione digitale e green.

Il D.L. 19/2024, convertito con modificazioni in legge 56/2024, prevede un credito d’imposta per le imprese, a prescindere dalla dimensione e dal settore economico, che negli anni 2024 e 2025 effettuano nuovi investimenti in progetti di innovazione, da cui derivi una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva in Italia di almeno il 3%, che sale al 5% se la riduzione è calcolata sui processi interessati dall’investimento.

Trattandosi di agevolazioni “green”, gli investimenti devono rispettare il principio comunitario di “non arrecare un danno significativo all’ambiente” (art. 17, Reg. UE 2020/852): sono quindi escluse, ad esempio, le attività direttamente connesse ai combustibili fossili, o che generano emissioni di gas serra oltre certi parametri, le attività relative a discariche di rifiuti e inceneritori, nonché quelle nel cui processo produttivo è generata un’alta dose di rifiuti speciali pericolosi.

Il credito d’imposta prevede un meccanismo a scaglioni in proporzione alle spese sostenute, con aliquote differenziate in relazione alla riduzione dei consumi energetici.

Per accedere al credito d’imposta, occorrerà inviare richiesta telematica al GSE (Gestore dei servizi energetici); sono previste diverse comunicazioni, in fase preventiva, nella fase di avanzamento dell’investimento e a investimento ultimato.

Le modalità di attuazione del credito d’imposta sono demandate ad un decreto ministeriale di prossima emanazione.

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Transizione 5.0: una grande opportunità per le imprese

Gli investimenti agevolati per la transizione.

Innanzitutto vi sono gli investimenti “trainanti”: il progetto aziendale di innovazione deve riguardare beni materiali (es. macchinari) o immateriali (es. software) nuovi di cui agli allegati A e B della L. 232/2016, già ammessi alle agevolazioni di “Industria 4.0”; gli investimenti devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura e realizzare la riduzione di consumi energetici richiesta dalla legge. Tra i beni immateriali sono compresi anche i seguenti:

  • Software, sistemi, piattaforme o applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo dei consumi energetici o introducono meccanismi di efficienza energetica (energy dashboarding);
  • Software relativi alla gestione d’impresa se acquistati unitamente ad essi.

Gli investimenti “trainati” sono i seguenti:

  • Gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi gli impianti per lo stoccaggio (escluse le biomasse); sono compresi gli impianti fotovoltaici, a condizione che l’impianto sia prodotto nell’Unione Europea e presenti un’efficienza energetica almeno pari al 21,5% per modulo;
  • Le spese per la formazione del personale, per acquisire competenze nella duplice transizione digitale ed energetica. La formazione è soggetta a limiti di importo e dovrà essere erogata da soggetti esterni all’impresa, individuati con decreto ministeriale.

Qualora un’impresa sia interessata alla sola transizione digitale, è ancora operante il bonus “Industria 4.0”, sul quale sono in corso modifiche da parte del Parlamento (D.L. 39/2024).

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Transizione 5.0: una grande opportunità per le imprese

Gli obiettivi aziendali devono essere chiari.

L’agevolazione per “Transizione 5.0” richiede l’elaborazione di un progetto di digitalizzazione e di efficientamento energetico: la finalità è quella di migliorare la competitività dell’impresa, non soltanto dal lato della riduzione dei costi, ma anche dell’ottimizzazione dei processi aziendali e della migliore collaborazione uomo – macchina.

Non si tratta di sostituire il lavoro umano con l’automazione, ma piuttosto quello di valorizzare i collaboratori, che si potranno concentrare maggiormente sulle attività ad alto valore aggiunto.

Affinché il risultato degli investimenti 5.0 sia effettivo e duraturo, va data rilevanza all’integrazione tra le diverse funzioni e cogliere l’occasione per rafforzare la cultura aziendale. Il progetto della transizione 5.0, quindi, deve essere focalizzato sulle aree aziendali dove si possono ottenere i maggiori benefici, ma vanno gestite in modo appropriato le ricadute sull’intera organizzazione.

Per maggiori informazioni e per analizzare e studiare un piano di transizione sostenibile ed efficiente, il nostro consiglio è quello di affidarsi ad un professionista del settore. Solo un esperto in materia, infatti, può aiutarti a migliorare la tua impresa e renderla più green e digitalizzata!

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