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10/01/2018

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO: REQUISITI PER UNA CUCINA A PROVA DI BOMBA

Dagli impianti elettrico e idraulico-sanitario al piano cottura, fino all'aerazione, vediamo insieme le principali norme fondamentali per la sicurezza della cucina, condizione necessaria per vivere in tranquillità la propria abitazione.

La sicurezza della persona è uno dei requisiti minimi e fondamentali per l’abitabilità di ogni immobile. Questo concetto vale per ogni ambiente di casa, ma in particolar modo per la cucina, che, a causa della compresenza di acqua, gas ed elettricità, è sicuramente uno dei locali più pericolosi di ogni appartamento: proprio per questo la normativa in vigore riguardante la sicurezza domestica impone precisi obblighi di progettazione, di installazione degli impianti e di manutenzione costate. Bisogna sempre tenere a mente che, un locale ben illuminato e arieggiato, in cui vi siano impianti a norma e mantenuti correttamente, può salvarvi la vita.

Non a caso, infatti, per l’installazione, la trasformazione ed eventuale ampliamento di uno o più degli impianti della cucina, deve prima essere redatto un progetto da un professionista abilitato iscritto all’Albo di categoria, che deve essere depositato presso lo sportello unico per l’edilizia del proprio Comune. Ma anche i lavori di manutenzione ordinaria possono essere svolti unicamente dai responsabili tecnici delle varie imprese installatrici. Conclusi i lavori, inoltre, l’impresa deve rilasciare al proprietario di casa una dichiarazione di conformità degli impianti alla normativa vigente.

Cucina: requisiti minimi per l’abitabilità.

Con requisiti minimi intendiamo le caratteristiche strutturali affinché, in primo luogo, una cucina possa esistere in quanto tale:

  • Superficie minima: dipende dai regolamenti locali, in alcuni casi si parla di superfici calpestabile (in metri quadri), in altri di cubatura (in metri cubi);
  • Altezza minima utile: in genere, ogni locale adibito ad abitazione deve avere una altezza minima di 2 metri e 70 centimetri, ma esistono delle eccezioni: nei comuni montani oltre i 1.000 metri slm, ad esempio, in virtù delle particolari condizioni climatiche e della tipologia edilizia, può essere consentita un’altezza minima di 2,55 metri;
  • Coperture delle superfici: il pavimento della cucina e le dev’essere impermeabile, liscio, lavabile e resistente. Così come le pareti in corrispondenza di fuochi e lavello (anche con vernici adatte), se non occupate da elementi d’arredo. Il soffitto, infine, dev’essere in materiale traspirante;
  • Aerazione: essa è fondamentale per la vivibilità della cucina, che deve essere necessariamente provvista di finestra apribile, occorrente per l’aerazione naturale dell’ambiente mediante aria esterna: essa, in genere, deve avere una superficie apribile non inferiore a un ottavo della superficie calpestabile della cucina stessa. In questo caso vi sono delle eccezioni: a Milano, ad esempio, il rapporto è un decimo, mentre a Roma la normativa prevede una superficie minima apribile di 1,50 metri quadrati.

Sicurezza degli impianti.

Anche la sicurezza e il corretto funzionamento degli impianti è fondamentale per assicurare la sicurezza degli abitanti di un immobile, in cucina come in ogni altro ambiente di casa. Ricordiamo ancora una volta che tutti gli impianti e gli interventi sugli stessi devono essere realizzati unicamente da tecnici abilitati, che conoscono la normativa vigente del comune di appartenenza dell’abitazione.

A garanzia di sicurezza, l’Unione Europea ha istituito il marchio IMQ, che accerta la conformità dei prodotti ai requisiti minimi prescritti dalle varie normative nazionali. Tale sigla si applica sia agli apparecchi a gas, che a cavi di ogni natura, apparecchi elettrici, interruttori, prese e spine.

Il piano cottura può essere di due tipi:

  • A gas, per i quali l’erogazione del metano deve essere gestita tramite un rubinetto generale e i tubi di collegamento devono essere lontani da fonti di calore e non a contatto con le tubature dell’acqua. Per i piani a gas è anche Necessaria la cosiddetta termocoppia: un sistema di sicurezza che interrompe l’erogazione del gas in mancanza di fiamma o se il gas viene aperto senza la contestuale accensione;
  • A induzione, per i quali occorre realizzare una linea di alimentazione dedicata, che deve essere dimensionata in base alla potenza nominale del piano cottura. La derivazione deve essere isolata e protetta contro le sovratensioni con un interruttore magnetotermico a vista e accessibile.

I regolamenti edilizi prevedono che sopra il piano cottura a gas debba essere sempre installato un apparecchio aspirante, in genere chiamato “cappa”, volto ad assicurare la captazione e l’allontanamento di vapori, odori e fumi all’esterno dell’abitazione. Per i piani a induzione è anche ammessa l’installazione di un semplice modello filtrante. Per l’aerazione del locale, inoltre, devono essere praticati due fori nella parete, necessari per il prelievo d’aria, a compensazione di quella sottratta dalla combustione del gas.

L’impianto idrico-sanitario è composto da due sistemi detti “di adduzione” e “di scarico”: ogni tubazione che fornisce un locale d’acqua deve poter essere chiusa con una valvola d’arresto, senza interrompere l’approvvigionamento agli altri. I tratti orizzontali della rete devono avere sempre una leggera pendenza (minimo 1 %) per facilitare il deflusso dell’acqua e la rete di scarico non deve comunicare direttamente con l’aria interna degli ambienti. I condotti, infine, devono essere adeguatamente isolati e lontani da fonti elettriche.