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Lavori in casa

Piscina interrata (parte 1): guida alla scelta del nostro angolo di Paradiso

Il sogno più ricorrente durante le torride estati è quello di fare un tuffo rinfrescante nella propria piscina interrata, posta nel giardino di casa. Ma quale tipologia (materiali e sistema di riciclo dell’acqua in primis) di piscina scegliere?

Piscina Interrata

Chi durante l’estate, quando il caldo afoso non lascia tregua, non ha mai guardato con occhi sognanti il proprio giardino, pensando che nulla ci starebbe meglio, proprio lì in mezzo, di una fresca e rilassante piscina interrata? Ovvero un luogo dove godersi le meritate ferie o i momenti di riposo dopo una giornata di lavoro. Vediamo quindi quali sono le tipologie di

piscina interrata

(si differenziano per lo più per il materiale utilizzato e per il sistema di ricircolo dell’acqua), per decidere quale scegliere.

Realizzare una piscina in giardino.

Prima di proseguire nella lettura, cioè prima di farci sogni irrealizzabili, vi invito a leggere questo nostro altro articolo, in cui trattiamo dettagliatamente dell’iter burocratico per realizzare una piscina interrata. Ovvero, come fare per avere tutti i permessi necessari per costruirne una nel proprio giardino di casa.

La prima grande scelta sul tipo di piscina da installare in giardino è tra le due principali famiglie: le piscine fuori terra e le piscine interrate. Due tipologie che si differenziano fondamentalmente in termini di durabilità e di spesa. Le prime sono un’ottima soluzione, in particolare, per chi:

  • Intende compiere un investimento meno dispendioso;
  • Non vuole perdere tempo tra scartoffie e autorizzazioni;
  • Non dispone di un terreno adatto o non vuole intraprendere lavori troppo invasivi;
  • Si accontenterebbe di una piscina dimensioni più limitate.

La scelta di costruire una piscina interrata o seminterrata, invece, è duratura negli anni, poiché è un’opera permanente, che diventerà parte integrante della proprietà. Questa possibilità, però, permette una maggiore libertà compositiva nelle forme, nelle dimensioni e nei materiali. In compenso comporta lavori più invasivi, costi maggiori e tempi più lunghi rispetto a quelle fuori terra.

Piscine interrate: la scelta dei materiali.

Come si diceva in precedenza, le piscine interrate si differenziano soprattutto per la scelta del materiale di costruzione. Sono tanti e per ogni esigenza: ognuno ha i suoi punti di forza e i suoi punti deboli, vediamoli insieme.

Piscine in cemento armato.

È la soluzione utilizzata da più tempo e maggiormente diffusa, dalla grande solidità e durabilità, che richiede, però, una grande precisione in fase di costruzione. Vi è, dunque, la necessità di affidare il lavoro a ditte altamente specializzate, che quindi farà lievitare i costi. Non a caso, è la soluzione più costosa tra quelle disponibili. D’altro canto permette una vasta gamma di materiali da rivestimento, che rispondono soprattutto al gusto estetico del proprietario. Oltre alla totale possibilità di personalizzazione in termini di forme e dimensioni.

Piscine in pannelli d’acciaio.

Attualmente, è il materiale standard per le piscine residenziali in Italia, essendo un ottimo compromesso tra le qualità delle piscine in muratura e la comodità delle piscine prefabbricate. I costi, sono in linea o leggermente inferiori alle altre tipologie: nel rapporto tra qualità/costo è tra le più vantaggiose. Questo tipo di soluzione garantisce flessibilità e robustezza, divenendo così una valida opzione anche in zona sismica, oltre che velocità di realizzazione. Possono essere rivestite solo con membrane armate in PVC e sono oggi disponibili soluzioni diverse sia in termini di forma, ottenute ripiegando i pannelli per ottenere varie curvature, che di profondità.

Un consiglio: evitate di tenerla vuota se non ci si vuole ritrovare le pareti tutte imbarcate.

Piscina Interrata

Guida alla scelta della piscina interrata per la tua casa.

Piscine in casseri di polistirolo.

Si fanno preferire per la loro velocità di realizzazione, i costi contenuti e le buone prestazioni in materia di isolamento termico. Si possono realizzare forme arrotondate, ma la scelta è limitata dalla sagoma dei casseri di polistirolo solitamente in EPS, Polistirolo Espanso Sintetizzato. Possono essere rivestite con tutti i tipi di materiali adatti allo scopo, anche il mosaico, ma la soluzione più indicata è la normale membrana in PVC.

Piscine in vetroresina.

Sono di norma strutture monoblocco o a due blocchi, che hanno il vantaggio di essere installate con estrema velocità e danno la possibilità di scegliere tra svariate forme e dimensioni. Le piscine in vetroresina sono molto costose, per quanto riguarda il materiale, ma abbastanza economiche nell’installazione. Tutto sommato, il prezzo rimane superiore alla media. Un’altra criticità è legata al trasporto.

Piscine in lamiera di acciaio.

È la tipologia di piscine prefabbricate meno costosa (fino al 40% in meno di altre soluzioni), ma la durata nel tempo è nettamente inferiore alle altre. Le forme disponibili sono tutte arrotondate, tipo ovali, circolari e a otto. Possono essere rivestite solo con liner a sacco in PVC o membrana PVC da saldare.

Cura e pulizia dell’acqua.

Importante scelta è anche quella che riguarda la cura e la pulizia dell’acqua che riempirà la piscina interrata. Non tanto per quanto riguarda il trattamento chimico, quanto più circa la filtrazione e la depurazione della stessa. I migliori sistemi di ricircolo dell’acqua attualmente in commercio sono il sistema a skimmer e il sistema a sfioro:

  • Gli skimmer sono aperture lungo il bordo della piscina interrata. Raccolgono l’acqua sporca in superficie, trasmettendola al sistema di filtraggio che la depura da particelle, batteri, insetti e foglie, prima di rimetterla in circolo;
  • Per piscine molto grandi, a partire dai 20 metri, il sistema a sfioro è l’unica soluzione applicabile, poiché gli skimmer non garantirebbero sufficiente ricircolo d’acqua. Lo sfioro, però, incide moltissimo sul prezzo finale, fino al 25-30%, anche se è indubbiamente molto più elegante;
  • Esistono, infine, delle soluzioni intermedie con una resa estetica piuttosto buona come lo skimmer sfioratore. In sostanza uno skimmer dalla forma più allungata che può stare più a ridosso del bordo vasca.

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