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Mercato Immobiliare

ANCORA IN CALO IL PREZZO MEDIO DELLE CASE: -0,4% NEL I° TRIMESTRE 2018

Nel periodo gennaio-marzo 2018 ancora negativa, rispetto al medesimo periodo 2017, la variazione del prezzo medio delle abitazioni. A trascinare a fondo il settore residenziale è ancora una volta l’usato, che cala dello 0,8% incidendo per oltre l’80% sul totale delle compravendite.

Prezzo medio

Dall’ISTAT arrivano i primi dati relativi al 2018 per quanto riguarda l’andamento del prezzo medio delle abitazioni acquistate in Italia. Purtroppo non sono positivi. Nel periodo gennaio-marzo di quest’anno, infatti, il valore medio degli immobili venduti sul territorio nazionale è calato rispetto al medesimo periodo 2017.

Il mattone, insomma, stenta a ripartire, per quanto il numero delle compravendite sia in continua crescita da 4 anni a questa parte. E subito arriva il monito al Governo da parte di Confedilizia: occorre agire con urgenza. Le ragioni di questo ennesimo calo sono diverse, ma la grande colpevole appare essere la svalutazione dell’usato.

Analizziamo i dati ISTAT del I° trimestre 2018 e cerchiamo di inquadrare quali possano essere le soluzioni per uscire da questa situazione.

Prezzi casa: primo trimestre 2018 in calo.

Al settore residenziale manca l’ultimo passo per uscire dalla crisi. Anche nel I° trimestre di quest’anno, infatti, il prezzo medio delle abitazioni è calato, dello 0,4%, rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Non che sia un fulmine a ciel sereno questo dato: sono anni, infatti, che i valori medi sono in continua decrescita. Le abitazioni italiane sono arrivate a perdere quasi il 25% del loro valore dalla grande crisi del 2011 ad oggi.

Ciò che lascia perplessi è, però, come dopo un periodo in cui si è sfiorata una variazione dello 0%, tra il III° trimestre 2016 e il II° trimestre 2017, oggi si torni a parlare di valori decisamente negativi. Secondo l’ISTAT questi dati consolidano: “La fase di moderata flessione dei prezzi delle abitazioni iniziata nel 2017, che ha interrotto la lieve ripresa del 2016″.

Le cause della decrescita.

Il principale imputato di questo calo è il settore dell’usato, che: “Manifesta una variazione negativa pari al -0,8%, in attenuazione dal -1,5% del trimestre precedente”. Quindi un miglioramento, nella difficoltà, che però trascina a fondo l’intero mercato residenziale.

I prezzi degli immobili di nuova costruzione, infatti, in questo I° trimestre 2018, portano a casa valore decisamente positivi. Il

prezzo medio

delle abitazioni nuove vendute è cresciuto, su base tendenziale, passando dal +0,2% del IV° trimestre 2017 al +1,3% del I° trimestre 2018.

Una disparità che difficilmente potrà prendere per mano l’intero settore residenziale. Dal 2010 ad oggi, infatti, è fortemente calato il peso delle abitazioni nuove. Decrescita che, tra l’altro, non accenna ad arrestarsi. Ad oggi, sul totale delle compravendite effettuate, solo il 19% è rappresentato da abitazioni nuove: appena 8 anni fa si parlava di circa il 35%.

Prezzo medio

Cala ancora il prezzo medio delle abitazioni compravendute in Italia: -0.4% nel I° trimestre 2018.

La reazione di Confedilizia.

Confedilizia ha subito voluto commentare con fermezza i dati pubblicati dell’Istituto Nazionale di Statistiche. “I prezzi delle case – si legge nel comunicato – continuano a calare. Lo stillicidio delle rilevazioni ISTAT lo conferma anche oggi: un ulteriore -0,4% in un anno, che diventa -0,8% per le abitazioni esistenti. L’Italia è l’unico Paese europeo in cui i prezzi degli immobili (per i distratti: i risparmi di imprese e famiglie italiane) continuano inesorabilmente a diminuire. Occorre assolutamente intervenire”.

Nel comunicato di Confedilizia non si risparmia nessuno, a maggior ragione ce n’è anche per la classe politica italiana. “Il vicepremier Salvini ha annunciato due misure di buon senso, l’introduzione della cedolare secca per le locazioni commerciali e l’eliminazione dell’IMU sui negozi sfitti. Si cominci pure da lì, senza tuttavia dimenticare il fardello della tassazione patrimoniale IMU-TASI sulla generalità degli immobili. Ma lo si faccia già con la legge di bilancio per il 2019. L’immobiliare ha bisogno di un segnale, subito”.

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