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Mutui 2018: calano i tassi d’interesse, ma scende anche il numero di richieste totali

Resi pubblici gli ultimi dati di Abi e Crif, andiamo ad analizzare la situazione del settore dei mutui nei primi mesi del 2018: sono ancora in calo i tassi d’interesse, crescono le richieste di finanziamento, ma al contempo calano quelle di surroga del mutuo.

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Ad inizio 2018, acquistare casa accendendo un mutuo ordinario non è mai stato così conveniente. Il tasso medio d’interesse sulle nuove operazioni per comprare un immobile residenziale, infatti, ha toccato nel mese di febbraio il minimo storico, abbassandosi, secondo l’Associazione bancaria italiana, fino all’1,89%. Questa situazione favorevole non è stata finora sufficiente, secondo il sistema d’informazione creditizie del Crif, a tamponare il calo del numero delle domande di accesso a finanziamenti da parte delle famiglie italiane. Nei primi mesi del nuovo anno, infatti, si è registrata una flessione del 6,9% rispetto al 2017. Questo calo è sicuramente stato influenzato dal ridimensionamento del numero di richieste di surroghe, ovvero di trasferimento dei

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da una banca ad un’altra.

Calo dei tassi medi sui mutui.

Secondo l’Abi, i primi mesi del 2018 hanno visto un nuovo calo dei finanziamenti medi per la casa, raggiungendo l’1,92% di gennaio e addirittura l’1,89% di febbraio. Questo quando appena 10 anni fa, i tassi sui mutui erano stazionari intorno al 5,72%. Questa condizione assolutamente favorevole per gli investitori, che perdura ormai da almeno 12-18 mesi, pare oggi una realtà consolidata. Vista l’alta mutevolezza del settore, però, non è assicurato possa durare ancora per molto a questi bassi, anzi bassissimi valori.

Domanda e concessione di mutui.

Passando alla mera analisi dei flussi di prestito e delle erogazioni, a gennaio 2018 si conferma il trend positivo di crescita del mercato. L’ammontare totale dei mutui in essere concessi alle famiglie italiane, infatti, registra una variazione positiva del 3,2%, rispetto a gennaio 2017. Si conferma, dunque, l’andamento registrato su base annua, la cui crescita è stato dell’1,9%. Questa crescita è dovuta, in parte, anche alle nuove detrazioni fiscali e le agevolazioni statali messe a disposizione per determinate categorie di richiedenti. Il calo di cui si parlava in apertura di articolo, invece, si registra al netto della sostanziosa decrescita delle richieste di surroghe su mutui già stipulati prima del 2018 e in considerazione dell’andamento annuo avvenuto tra gennaio 2017 e febbraio 2018.

Fasce d’importo.

Analizzando la distribuzione delle richieste per fasce d’importo, in questi primi mesi del 2018, si osserva una netta maggioranza di richieste nella classe compresa tra i 100.001 e i 150.000 euro, che occupano quasi il 30% sul totale delle richieste. Secondo il Crif, un altro 26 e passa percento delle richieste riguarda importi inferiori a 75.000 euro. Mentre si attestano intorno al 20% sia la fascia tra i 75.001 e i 100.000 euro, che quella tra i 150.001 e i 300.000 euro. Appena sopra il 3% sono le richieste per cifre superiori ai 300.000 euro.

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Analisi del mercato dei mutui nei primi mesi del 2018.

Lunghezza del mutuo.

Per quanto riguarda la durata dei nuovi mutui e delle surroghe concesse nei primi mesi del 2018, i richiedenti confermano la preferenza per finanziamenti da restituire in un medio-lungo periodo. Quella tra i 16 e i 20 anni è la fascia più sfruttata, ottenuta da oltre il 25% del totale. A seguire vi è quella tra i 26 e i 30 anni, con il 22,7% (in crescita di circa il 2,3% rispetto al corrispondente periodo del 2017). Sempre meno, invece, sono le richieste per mutui di durata inferiore ai 5 anni. A differenza delle pratiche di surroga, che in questa fascia registrano ancora una quota rilevante di richieste sul totale.

Fasce d’età.

Andando a studiare i dati relativi alle età dei richiedenti, infine, scopriamo che la fascia che comprende dai 35enni ai 44enni, rimane quella con la quota maggiore sul totale delle richieste. La percentuale è ancora molti vicina al 35%, nonostante il calo dell’1,2% registrato rispetto all’inizio del 2017. Sostanzialmente stabili le altre fasce. L’unica eccezione è quella compresa tra i 25 e i 34 anni, che cresce dell’1,6% rispetto ai primi mesi dell’anno scorso, arrivando ad occupare oltre il 25% del totale.

Parola all’esperto.

Simone Capecchi, Executive Director di Crif, il più importante sistema d’informazione creditizie, ha così commentato la situazione con cui si è aperto il nuovo anno: “Nel mese di febbraio si è ridotto ulteriormente il peso delle surroghe, in virtù del fatto che i consumatori negli ultimi anni hanno ampiamente usufruito del bouquet di offerte per ottenere una riduzione della rata mensile. Oggi l’andamento del mercato è sempre più concentrato sull’offerta di nuovi mutui. Essi vanno a sostenere la progressiva ripresa del settore immobiliare, che però ancora stenta a decollare in modo deciso malgrado prezzi di acquisto ancora appetibili”.

“Al contempo – conclude Capecchi – è decisamente interessante osservare come negli ultimi anni l’introduzione di innovazioni ‘disruptive’ abbia modificato radicalmente le modalità di contatto tra aziende di credito e richiedenti, ampliando la gamma dei canali distributivi e spostando le leve del potere decisionale nelle mani dei consumatori”.

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