Home » News » Norme, leggi e Bonus Fiscali » BONUS RISTRUTTURAZIONE 2018: ECCO NEL DETTAGLIO CHI PUÒ FRUIRNE E PER QUALI INTERVENTI
13/01/2018

BONUS RISTRUTTURAZIONE 2018: ECCO NEL DETTAGLIO CHI PUÒ FRUIRNE E PER QUALI INTERVENTI

Il nuovo Bonus Ristrutturazione 2018 è ricco di possibilità per chi intende o necessita di rinnovare la propria abitazione: vediamo nel dettaglio chi sono i beneficiari della detrazione e quali sono gli interventi agevolabili al 50%.

Con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2018, sono state pubblicate anche tutte le indicazioni ufficiali per quanto riguarda le detrazioni fiscali per la casa: tra queste, ritroviamo anche il confermatissimo Bonus Ristrutturazione, che, come nel 2016, anche lo scorso anno è stato il più sfruttato dagli italiani. Questa agevolazione permetterà, a tutti coloro che ne usufruiranno, di detrarre dall’Imposta sul reddito delle persone fisiche, ovvero l’IRPEF, il 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione della propria abitazione o delle parti comuni degli edifici condominiali. Il Bonus Ristrutturazione è valido fino al 31 dicembre 2018 e grazie ad esso sarà possibile recuperare fino a 96.000 euro, che verranno restituiti al titolare delle spese in 10 rate annue di ugual valore ciascuna, proprio in qualità di detrazioni IRPEF.

Chi può beneficiare del Bonus?

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF, anche se non residenti in Italia. Oltre che dai proprietari, il Bonus può essere richiesto da tutti coloro che sono titolari di un diritto reale sull’immobile in questione e che abbiano sostenuto le spese per la sua ristrutturazione, quindi anche:

  • I nudi proprietari;
  • I titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • I locatari e i comodatari;
  • I soci di cooperative divise e indivise;
  • Gli imprenditori individuali, ma limitatamente agli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • I soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir (Dpr 917/1986), che producono redditi in forma associata, alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Hanno diritto alla detrazione anche i familiari conviventi con il proprietario o detentore dell’immobile ristrutturato, a patto che i bonifici delle spese siano a lui intestati. Se la fattura e il bonifico sono intestati a un solo comproprietario, ma le spese di ristrutturazione sono state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto non indicato a patto che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da lui sostenuta.

Può chiedere la detrazione anche il prossimo acquirente di un immobile se:

  • Ha il possesso dell’immobile;
  • Esegue gli interventi a proprio carico;
  • Il compromesso è stato registrato.

Se le spese di ristrutturazione sono state sostenute dagli inquilini o dai comodatari, questi continuano a usufruire della detrazione anche una volta conclusosi il contratto relativo all’immobile.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dei condomini, infine, l’agevolazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Cosa succede al cambio di proprietà?

Poiché la restituzione della quota spettante al contribuente si protrae per 10 anni dalla conclusione dei lavori, può accadere che mutino le condizioni sui diritti reali relativi all’immobile ristrutturato: se, ad esempio, l’abitazione viene venduta o si trasferisce il diritto reale ad un’altra persona, il venditore può scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o se trasferire il diritto all’acquirente; in caso di mancanza di indicazioni a riguardo, il trasferimento è automatico.

In caso di decesso del proprietario, le quote residue della detrazione sono trasferite agli eredi che conservano la detenzione dell’immobile per tutti gli anni in cui si usufruisce della detrazione. Se l’erede cede il diritto reale sull’immobile, egli non avrà più diritto alla quota di detrazione fiscale.

Quali interventi sono agevolabili?

La detrazione fiscale del 50% è riconosciuta sia per i lavori realizzati sulle singole unità abitative (lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia), che per quelli sulle parti comuni dei condomini (lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia). Vediamo quali interventi rientrano nella casistica del Bonus Ristrutturazione, nel dettaglio:

  • Manutenzione ordinaria: opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage;
  • Manutenzione straordinaria: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici o per realizzare ed integrare i servizi igienici e tecnologici, il frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere a condizione che non modifichino la volumetria e la destinazione d’uso (es. installazione di ascensori, rifacimento di scale, recinzioni, interventi di risparmio energetico);
  • Restauro e risanamento conservativo: interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili (adeguamento delle altezze dei solai, apertura di finestre);
  • Ristrutturazione edilizia: lavori rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente (es. demolizione e ricostruzione, modifica della facciata, realizzazione di mansarde e balconi, apertura di porte e finestre, nuovi servizi igienici che ampliano la volumetria).

Rientrano nella casistica del Bonus Ristrutturazione al 50% anche gli interventi e i lavori strutturali sull’immobile volti a:

  • Ricostruire o ripristinare immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi, a condizione che in quel comune sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • Realizzare autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune o per acquistare box e posti auto pertinenziali già realizzati;
  • Eliminare barriere architettoniche attraverso l’installazione di ascensori e montacarichi o facilitare la mobilità interna alle unità immobiliari e la comunicazione delle persone con disabilità gravi;
  • Installare sistemi antintrusione finalizzati a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi;
  • Realizzare la cablatura dell’edificio o a contenere l’inquinamento acustico dell’immobile;
  • Installare impianti fotovoltaici di potenza fino a 20 kw per la produzione di energia elettrica ad uso domestico: l’impianto deve infatti, essere posto unicamente a servizio dell’abitazione;
  • Rimuovere l’amianto presente nell’immobile;
  • Mettere in sicurezza gli abitanti contro gli infortuni domestici.

Altre spese agevolabili al 50% sono:

  • La progettazione degli interventi;
  • Le prestazioni professionali richieste dalla realizzazione dei lavori;
  • La messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 sugli impianti elettrici e della Legge 1083/1971 sugli impianti a metano;
  • L’acquisto dei materiali;
  • Perizie, sopralluoghi, relazioni di conformità;
  • IVA, imposte di bollo, rilascio di autorizzazioni;
  • Oneri di urbanizzazione.