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Norme, leggi e Bonus Fiscali

Condhotel, un nuovo luogo per le vacanze

Vi starete chiedendo che cosa sono: i condhotel sono una via di mezzo tra abitazioni e camere d’albergo. Il Decreto Sblocca Italia ha introdotto alcune norme in merito a questa tipologia di esercizio alberghiero.

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Anche in Italia arriva la formula del condhotel. Ovvero: il proprietario di un albergo vende una camera che sia dotata di cucina, quindi l’ospite può essere autonomo ed indipendente. Chi acquista una camera di questo tipo, può usarla esclusivamente per scopi propri come trascorrere le vacanze estive o natalizie. Ma può darla in affitto in “periodi morti”, affidando tale incarico al gestore della struttura alberghiera, con cui si spartirà il guadagno complessivo.

Cos’è un condhotel.

La formula dei

condhotel

è usata soprattutto negli USA ed ora sono arrivati anche in Italia, anche se solo su carta: l’art.31 del D.L. n.133/2014, il cosiddetto Decreto Sblocca Italia, intitolato “Misure per la riqualificazione degli esercizi alberghieri”, ha introdotto alcune norme regolanti proprio la figura dei condhotel.

L’articolo sopracitato definisce tali strutture come “esercizi alberghieri aperti al pubblico, a gestione unitaria. Composti da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività. In forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina, la cui superficie non può superare il 40% della superficie complessiva dei compendi immobiliari interessati”. In sostanza, il condhotel può fornire dei servizi sia tramite le tradizionali camere d’albergo che tramite unità abitative con destinazione residenziale.

La normativa.

Nonostante tutto, la norma non è direttamente operativa. Essa rimanda ad un decreto attuativo che stabilisce le condizioni di esercizio, i criteri e le modalità per la rimozione del vincolo di destinazione alberghiera in determinati casi.

L’art.31 ha come titolo “Misure per la riqualificazione degli esercizi alberghieri”. Esso che esplicita l’obiettivo della norma, ovvero diversificare l’offerta turistica e favorire gli investimenti volti alla riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti.

Il co.1 dell’art.31, poi, rimanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale dovrà stabilire le condizioni riguardanti l’esercizio dei condhotel; questo unitamente al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e al Ministro dello Sviluppo Economico.

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Il co.2 affida al suddetto decreto il compito di fissare i criteri e le modalità per rimozione del vincolo di destinazione alberghiera. In particolare, in caso di “interventi edilizi sugli esercizi alberghieri esistenti e limitatamente alla realizzazione della quota delle unità abitative a destinazione residenziale”. Viene, inoltre, stabilito che tale vincolo di destinazione può essere rimosso su richiesta del proprietario. Ma solo a condizione che restituisca tutti i contributi e le agevolazioni pubbliche di cui ha eventualmente usufruito.

La situazione italiana.

Abbiamo detto che in Italia non esistono ancora strutture di questo tipo. Eppure la Regione Emilia-Romagna sembra intenzionata a fissare un regolamento al riguardo. In particolare per stabilire i requisiti utili per la realizzazione dei condhotel con tutti i servizi annessi e connessi. Quali? Il condhotel deve essere full service e quindi essere fornito di ristorante, lavanderia, tutti i servizi di cui si avvarranno gli acquirenti delle camere, o delle suite. Non sarà possibile prendere domicilio nei condhotel.

Se la cosa va in porto, potrebbe essere una svolta importante per il mercato immobiliare regionale, nonché fonte di incremento per il turismo. Alessandro Giorgetti, presidente di Federalberghi Emilia-Romagna, commenta così: “Siamo favorevoli che in Emilia-Romagna possano essere realizzati i Condhotel. Ma a condizione che seguano regole ben precise. In particolare che questa nuova tipologia di esercizi alberghieri sia il risultato di interventi di riqualificazione e non di nuove costruzioni”.

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