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Norme, leggi e Bonus Fiscali

Emilia Romagna, dal 1° ottobre via ai divieti sui generatori di calore

Si fanno più severe le norme sull’utilizzo invernale di generatori di calore a biomassa legnosa e più stringenti i requisiti sulle classi di prestazione emissiva. Ecco cosa prevede il nuovo Piano Aria Integrato Regionale.

Generatori di calore

La qualità dell’aria è uno dei principali fattori che determinano la vivibilità degli abitanti di una città. Negli ultimi anni, in Italia, stiamo assistendo a un generale peggioramento di questa caratteristica, al punto che si è reso necessario prendere provvedimenti repentini. Alle misure antismog riguardanti il blocco del traffico, la Regione Emilia Romagna ha adottato ulteriori provvedimenti e divieti circa l’utilizzo di generatori di calore a biomassa legnosa.

Le limitazioni in vigore dallo scorso 1° ottobre, si pongono in attuazione del Piano Aria Integrato Regionale e del nuovo Accordo di Bacino Padano 2017. Vediamo cosa prevedono.

Le disposizione invernali.

Sistemi multi combustibile.

Dal 1° ottobre al 31 marzo 2019, le abitazioni dotate di sistemi di multi combustibile vecchi, subiranno importanti limitazioni. Ad essere interessate sono le unità immobiliari locate in comuni i cui territori sono interamente ubicati a quota altimetrica inferiore a 300 metri. In particolare, per queste è vietato l’uso di biomassa legnosa nei

generatori di calore

con classe di prestazione emissiva inferiore a “2 stelle” e nei focolari aperti o che possono funzionare aperti.

Dal 1° ottobre del prossimo anno, inoltre, assisteremo a una estensione dei divieti anche ai generatori di calore alimentati a biomassa con classe di prestazione emissiva inferiore a “3 stelle”.

L’individuazione dei territori e delle zone al di sotto dei 300 metri e quindi interessati al blocco, è a carico dei comuni stessi. In caso di mancata individuazione, le norme si applicheranno a tutto il territorio comunale.

Generatori con classe di prestazione bassa.

Lo scorso 1° ottobre è scattato anche il divieto di installare nuovi generatori con classe di prestazione emissiva inferiore alla classe “3 stelle”. Si dispone, inoltre, che dal 1° gennaio 2020 sarà vietato installare generatori con classe di prestazione emissiva inferiore alla classe “4 stelle”.

Generatori di calore a pellet.

Nella medesima data del 1° ottobre 2018, infine, è stato disposto l’inizio dell’obbligo di utilizzare, nei generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, pellet che:

  • Rispettino le condizioni previste dall’allegato X, Parte II, sezione 4, paragrafo 1, lettera d alla parte V del decreto legislativo n. 152/2006;
  • Sia certificato come conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 da parte di un Organismo di certificazione accreditato.

Per gli utilizzatori, inoltre, sono previste multe in caso di non conservazione della pertinente documentazione atta a dimostrare quanto appena esposto.

Giorni di controllo.

Queste limitazioni, l’abbiamo detto, hanno il fine di abbassare il livello di inquinanti, in particolare del PM10, nell’aria delle nostre città. Tale livello, dal 1° ottobre al 31 marzo di ogni anno, viene controllato nei cosiddetti “giorni di controllo” (lunedì e giovedì). Se in uno di questi giorni si verifica il superamento dei valori limiti, avverrà un controllo ulteriore nei giorni immediatamente successivi. Se lo sforamento dovesse verificarsi continuativamente, allora i comune con popolazione superiore a 30.000 abitanti, sono tenuti ad osservare ulteriori misure emergenziali.

Generatori di calore

Nuova normativa e divieti sull’utilizzo di generatori di calore a biomasse legnose obsoleti.

Ai sensi dell’art. 50 del D.Lgs. n. 267/2000, le misure emergenziali di 1° livello, decorrono dal giorno successivo alla comunicazione di ARPAE. Esse si aggiungono a quanto già stabilito nel Piano e prevedono:

  • Il divieto di utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo). Ma solo se aventi prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe “3 stelle”;
  • L’assoluto divieto, per qualsiasi tipologia di combustioni all’aperto. Anche relativamente alle deroghe consentite dall’art. 182, comma 6 bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 rappresentate dai piccoli cumuli di residui vegetali bruciati in loco;
  • Il divieto per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso;
  • Il blocco di spandimento dei liquami zootecnici e, in presenza di divieto regionale, il divieto di rilasciare le relative deroghe. Sono escluse le tecniche di spandimento con interramento immediato dei liquami e con iniezione diretta al suolo;
  • Il potenziamento dei controlli.
Misure emergenziali di 2° livello.

Se le misure emergenziali appena esposte, non dovessero essere sufficienti ad abbattere il valore di PM10 nell’aria, allora si ricorrerà ad ulteriori divieti. Tale possibilità si verificherà nel caso in cui il superamento dei limiti degli inquinanti dovesse avvenire continuativamente per 10 giorni.

Il questo caso, dal giorno successivo alla comunicazione di ARPAE, varrà il divieto di:

  • Utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa aventi prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe “4 stelle”. Ma solo se si è in presenza di impianto di riscaldamento alternativo.

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