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04/12/2017

EMILIA ROMANGA: 1,2 MILIONI DI EURO PER I MOROSI INCOLPEVOLI CHE NON RIESCONO A PAGARE L'AFFITTO

I nuceli familiari in locazione che, per cause oggettivamente non attribuili a loro, hanno problemi a pagare il canone mensile e rischiano lo sfratto, possono usufruire di un fondo a loro destinato, stanziato dalla Regione Emilia Romagna.

Capita spesso di sentire locatori che hanno problemi con gli inquilini in affitto in un’abitazione di loro proprietà e spesso questi contenziosi riguardano il pagamento del canone mensile, che arriva in ritardo o non arriva proprio. In questi casi, se il dialogo si rivela una strada infruttuosa, allora il proprietario di casa è obbligato a ricorrere a vie legali per recuperare le somme che gli spettano o per sfrattare l’inquilino moroso.

Non sempre, però, la colpa oggettiva del mancato o ritardato pagamento può essere attribuita all’inquilino moroso: esistono infatti delle condizioni, ad esempio chi ha perso il lavoro, ha dovuto chiudere la propria attività, si è trovato a sostenere forti spese impreviste, far fronte a una grave malattia o alla perdita di un caro che contribuiva al bilancio familiare, per le quali si rientra di diritto nella casistica dell‘“inquilino moroso incolpevole”, anche detto “inquilino involontariamento moroso”.

Con morosità incolpevo si intendono, quindi, tutti i casi in cui è sopravvenuta un’oggettiva impossibilità a provvedere al pagamento del canone di locazione a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. A queste persone la Regione Emilia Romagna ha riservato un fondo speciale in qualità di aiuto per il pagamento del canone mensile d’affitto.

Le spese per l’affitto.

Secondo una recente indagine del Servizio di Statistica della Regione, infatti, la spesa per l’affitto di un’abitazione è tra i fattori che più incido sul bilancio domestico di una famiglia media: in media, infatti, il peso specifico che il canone di locazione ha sul bilancio di un nucleo familiare è di circa il 40%. Negli ultimi anni, inoltre, causa l’aumento dei prezzi d’affitto, il calo del potere d’acquisto degli italiani e l’introduzione di leggi che, giustamente, tutelano i proprietari, gli sfratti sono aumentati notevolemente di numero, contribuendo fortemente su quella che oggi viene definita “emergenza abitativa”.

L’Emilia Romangna, dunque, ha stanziato un fondo dedicato ai morosi incolpevoli: oltre 1,2 milioni di euro destinati ad aiutare gli inquilini in oggettive difficoltà a pagare l’affitto per motivi a loro non direttamente attribuibili. Questo fondo va a sommarsi agli oltre 14 milioni di euro già erogati dal 2014 a oggi, e che oltrepassano quindi complessivamente i 15 milioni di euro.

Le risorse provengono dall’apposito fondo nazionale e sono state assegnate a 13 tra Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia Romagna in base al numero di sfratti in rapporto al numero di abitanti o in base al numero di situazioni di disagio abitativo causato dagli affitti elevati, sovraffollamento degli appartamenti o fatiscenza delle case. In questo modo il fondo è stato così suddiviso: Bologna 275.464 euro, Ferrara 73.826, Forlì 60.657, Modena 215.833, Parma 109.276, Ravenna 76.586, Reggio Emilia 98.001, Rimini 88.454, Carpi 34.585, Unione Valle del Savio 48.883, Faenza 30.092, Imola 36.241, Piacenza 57.444.

Come ottenere il contributo.

L’importo massimo attribuibile ad un singolo nucleo familiare è di 12.000 euro, anche se quest’ultimo è composto da una sola persona. Possono usufruire di questa risorsa sia solo le famiglie che soddisfano i seguenti requisiti:

  • Hanno cittadinanza italiana, di area UE o cittadinanza extraeuropea in possesso di regolare permesso di soggiorno;
  • Hanno reddito ISEE massimo di 26.000 euro;
  • Hanno ricevuto un avviso di sfratto per morosità, sono titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e sono residenti nell’alloggio oggetto della procedura da almeno un anno;
  • Non devono possedere altre abitazioni in ambito provinciale.

Avranno la precedenza nell’assegnazione del contributo i nuclei al cui interno vi è la presenza di un ultrasettantenne, di un figlio minore, di una persona con invalidità accertata per almeno il 74% o di un familiare in carico ai servizi sociali o alle Ausl.

Il commento.

Ha così commentato Elisabetta Gualmini, vicepresidente e assessore al Welfare: “Con le risorse appena assegnate possiamo garantire anche per quest’anno una boccata d’ossigeno a chi è a un passo dallo sfratto. Sostenere le famiglie che non riescono a pagare l’affitto perché in condizioni di estrema difficoltà per la Regione significa ribadire il valore primario del diritto all’abitazione come fattore fondamentale di inclusione, coesione sociale e qualità della vita”.