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Il sogno di possedere una casa in campagna passa dai permessi necessari: scopriamo quali sono

Se anche tu desideri un luogo immerso nella pace della natura, devi sapere che per vivere in un edificio rurale di campagna sono necessari diversi documenti, come il cambio della destinazione d’uso e la deruralizzazione dell’edificio, la CILA o la SCIA. Scopriamoli insieme.

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Anche tu sei tra i molti amanti della natura, che sognano di vivere in una casa in campagna, immersa nel verde, lontana dal rumore e dalla frenesia della città? O forse brami un angolo di paradiso in cui rifugiarti, in solitudine o con i tuoi cari, nei fine settimana e in ogni altro momento di libertà? Allora una soluzione affascinante e che soddisferà tutte le tue esigenze è quella di recuperare un vecchio edificio rurale. Questo passaggio da edificio agricolo a casa di

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, però, necessita di alcuni importanti permessi. Ed è fondamentale conoscerli nel dettaglio, per risultare in regola con catasto e normative varie. Scopriamo insieme quali i questi documenti necessari da ottenere per realizzare l’abitazione dei tuoi desideri.

Cambio della destinazione d’uso.

Innanzitutto specifichiamo cosa sia la destinazione d’uso di un’unità immobiliare. È sostanzialmente una categoria funzionale che definisce modalità e usi compatibili, ovvero quella che viene anche definita destinazione urbanistica. La legge suddivide gli edifici italiani in 5 categorie funzionali, tra cui residenziale e rurale. Stabilisce, inoltre, che passare da una all’altra comporta una modifica urbanisticamente rilevante, attuabile solo se prevista dagli strumenti comunali. La destinazione d’uso di ogni unità immobiliare è desumibile dalla documentazione presente in comune. La categoria catastale, invece, non è significativa per gli edifici in campagna.

Poiché non è possibile vivere, salvo per gli agricoltori professionisti, in un’abitazione rurale (come le vecchie masserie e le case coloniche), se l’edificio in campagna in questione non è ad uso residenziale, occorre eseguire un cambio di destinazione. Essa è eseguibile solo presso il comune in cui è locato l’immobile e seguendo le procedure da questo predisposte.

Deruralizzazione.

Contestualmente al cambio della destinazione d’uso di un immobile rurale, sarà necessario rendere abitabile/agibile l’edificio in campagna. Occorre, dunque, adeguarne spazi e impianti, perché siano rispettate le norme igienico sanitarie in fatto di superfici minime delle stanze, i rapporti areo-illuminanti e la salubrità degli ambienti. Questa operazione, in gergo tecnico, si definisce deruralizzazione.

Anche la deruralizzazione urbanistica di ogni immobile rurale deve essere effettuata presso il comune sul cui territorio è edificato. Presuppone, tra le altre cose, il pagamento di contributi che variano da zona a zona.

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Pratiche edilizie necessarie.

Entriamo ora nel dettaglio, anche legislativo, della pratica edilizia necessaria per effettuare il cambio di destinazione d’uso presso il proprio comune di appartenenza. Il passaggio da costruzione rurale, se consentito dai regolamenti comunali, richiede documenti differenti in base alla tipologia di opere che occorre eseguire. Questa pratica è stata al centro di recenti modifiche, a seguito della Sentenza n.6873/2017, riguardanti il DPR 380/2001.

Prendiamo il caso limite in cui il cambio di destinazione riguardi un’abitazione rurale, costruita a suo tempo per le necessità abitative di un imprenditore agricolo professionale. Se la si vuole far divenire di categoria residenziale, ma senza eseguire opere edilizie, occorrerà effettuare la pratica di deruralizzazione. Questo poiché l’uso non agricolo comporta un maggiore carico urbanistico sul territorio.

CILA e SCIA.

La Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA) e la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), sono necessarie, ai sensi della modifica dell’art.3 del DPR precedentemente citato. In particolare quando il cambio di destinazione d’uso è fattibile attraverso interventi di restauro e risanamento conservativo, per immobili che non ricadono in zona A di centro storico. Tali interventi, però, si devono configurare come di ristrutturazione edilizia pesante.

La CILA è necessaria per opere di restauro leggero, mentre la SCIA risulta obbligatoria solo nel caso di opere di restauro pesante, che comporti interventi strutturali sull’immobile in questione. In ogni caso, al termine dei lavori occorrerà presentare sempre e comunque la nuova Segnalazione Certificata di Agibilità, presso il comune di appartenenza.

Riepiloghiamo in breve.

Come si chiedeva in apertura: sogni di vivere in una casa di campagna o di avere una seconda casa immersa nella natura, in cui rifugiarti ogni volta che lo desideri? Allora questi sono i passi necessari da seguire per trasformare un edificio rurale in un’abitazione classica:

  • Verificare in comune la destinazione urbanistica dell’edificio;
  • Elaborare un progetto di recupero con l’aiuto di un professionista;
  • Presentare la pratica di cambio d’uso e deruralizzazione;
  • Eseguire i lavori edilizi;
  • Presentare la segnalazione certificata di agibilità;
  • Presentare l’aggiornamento catastale.

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